Un’autrice che… mi ha sorpresa

Buongiorno Viaggiatori! 

Stamattina voglio sperimentare un nuovo tipo di articolo. In questi giorni ho riflettuto molto sulle novità che avrei potuto apportare per estendere un po’ il blog. Ed ecco il risultato!

Questa categoria è dedicata esclusivamente a recensioni di autori che, in un modo o nell’altro, sia positivamente che negativamente, hanno lasciato il segno.

Entriamo subito nel vivo dell’articolo. Diana Lama è l’autrice di cui vi voglio parlare oggi: viene da Napoli e scrive libri gialli. Premetto che amo il genere ma nessuna autrice italiana mi aveva mai particolarmente colpita. Preferisco di gran lunga gli autori americani. Nonostante questo, essendo sempre aperta a nuovi orizzonti, un bel giorno ho voluto sperimentare e ho deciso di leggere un suo romanzo, nella fattispecie L’anatomista. Successivamente, ho approfondito leggendo 27 ossa. Semplicemente stupendi. Non sono qui per farvi la recensione del libro ma vorrei precisare alcuni tratti “stilistici” dell’autrice.

Innanzitutto sfondi sempre italiani, descrizioni piene di dettagli che permettono al lettore di visualizzare lo scenario; io non vado pazza per le descrizioni troppo dettagliate e prolisse che distolgono l’attenzione dall’azione e, nei suoi romanzi, obiettivamente ho ritrovato questa cosa. In certi momenti non ho apprezzato particolarmente questo aspetto ma, considerando il livello generale del romanzo, vale la pena essere pazienti.

In secondo luogo sono rimasta colpita dalla caratterizzazione dei personaggi principali che, soprattutto nel secondo romanzo, è particolarmente importante per lo svolgimento dell’intera vicenda.

Seppur la trama di entrambi i romanzi sia molto articolata e la mole dei volumi abbastanza massiccia, la lettura scorre facilmente e il lettore non ha difficoltà nel memorizzare i vari nomi o il ruolo di ogni personaggio. Anche in questo caso, 27 ossa si distingue rispetto all’altro romanzo: qui i personaggi sono molti in quanto l’ambientazione è quella di un condominio. Ad ogni personaggio è dedicato un capitolo che non eccede in lunghezza: questo aiuta molto la memoria di chi legge. Per quanto inizialmente possa sembrare confusionario, come in ogni libro thriller che si rispetti, con il passare delle pagine e il procedere della narrazione, tutti i pezzi andranno al loro posto.

Infine, ho trovato impressionante la precisione delle descrizioni di tutti gli aspetti riguardanti il campo della medicina legale: dalla descrizione degli omicidi da parte dell’assassino al racconto dell’autopsia effettuata dal medico legale. Ammetto che tutto questo possa risultare, a volte, un po’ troppo crudo e difficile da leggere ma, allo stesso tempo, conferisce al romanzo un senso di realismo. Questa è sicuramente la qualità che mi ha sorpresa e affascinata più di ogni altra. Ad un tratto ci sembrerà quasi di essere noi l’assassino o, all’occorrenza, la vittima; impareremo a ragionare con la mente dell’omicida e pensare come lui.

Ovviamente sono romanzi carichi di tensione, paura e mistero. Ma, del resto, è questo che ci si aspetta da un buon giallo.

Diana Lama mi ha veramente sorpresa e senza dubbio, in futuro non potranno mancare altre destinazioni che portano il suo nome.

 

Elaysa

Un autore/autrice che..

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Amante della lettura e di tutto ciò che riguarda questo mondo; lettrice appassionata o meglio dovrei dire... divoratrice di libri! Scrittrice amatoriale e sognatrice..

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