Destinazione…le nuvole

Buongiorno Viaggiatori!

imagesCome vi avevo anticipato, oggi è il momento della recensione del libro Wintergirls –Così leggere da bucare le nuvole dell’autrice Laurie Halse Anderson, considerata una delle più influenti scrittrici americane del genere Young Adult. La tematica trattata è molto delicata, ovvero i disturbi alimentari, con particolare riguardo per l’anoressia.

Ero alla ricerca di qualcosa sull’argomento e, girovagando in rete ho trovato una scelta molto ampia. Tra tutti, questo è il libro che ha avuto un impatto immediato su di me sia per il titolo ma anche per la copertina. Non conoscevo questa autrice e non sono particolarmente amante del genere, in ogni caso ho deciso che era quello giusto.

Le protagoniste sono Lia e Cassie, amiche fin dall’infanzia, cadute nel vortice oscuro dei disturbi alimentari. Sono adolescenti ossessionate dal loro corpo, dal cibo e dalle calorie. Cassie viene trovata morta in una stanza di un motel (non è uno spoiler, l’autrice ce lo dice già nella prima pagina) e questo avvenimento contribuirà a rendere Lia ancora più debole e malata. Lia vive con il padre, Jennifer la sua matrigna ed Emma la sorellina. I genitori separati, un padre sempre immerso nel suo lavoro e una madre che, all’improvviso torna nella sua vita dopo mesi di silenzio. Tutte queste persone si contendono Lia come se fosse un oggetto e non una persona bisognosa di aiuto; dovrebbero proteggerla, invece si fanno la guerra a vicenda. Lia si trova immediatamente schiacciata da tutto questo: più i sensi di colpa aumentano, più il suo peso sulla bilancia diminuisce. Conta in modo maniacale tutte le calorie che ingerisce (poche) e, se per caso dovesse eccedere, ricorre a lassativi e si sfinisce di ginnastica finendo per bruciare anche gli organi. E’ una storia piena di bugie, speranza e, in alcuni momenti, anche di rassegnazione. L’incognita è sempre dietro l’angolo, leggendo non si riesce a capire come andrà a finire la storia. A volte il destino della protagonista sembra inevitabilmente segnato, altre invece, dimostra una forza che nemmeno lei pensava di avere. E’ una continua altalena di emozioni, sensazioni, paure che trascina il lettore e lo rende protagonista. Il finale lascia letteralmente senza fiato.

Devo essere sincera, non mi aspettavo un libro così travolgente. Gli young adult hanno la fama di essere, molto spesso, libri leggeri, per ragazzi appunto. In questo caso invece ho trovato un libro molto forte, con un messaggio di fondo indubbiamente importante ma forse descritto fin troppo bene. Ho finito il libro piangendo, mi sono sentita parte della storia, mio malgrado. Con questo non sto mettendo in dubbio l’importanza di parlare di questi disturbi quanto la classificazione imposta a questo libro. Non credo sia adatto per gli adolescenti, ragazzi e ragazze spesso problematici che non accettano il loro corpo che sta cambiando. Trovo che la lettura di un libro simile possa essere pericolosa per queste persone che potrebbero trovare uno spunto e peggiorare la situazione.

Personalmente non mi pento di averlo letto, anzi al contrario questi argomenti mi affascinano ed è importante parlarne in quanto sono terribilmente attuali. Sono contenta però di averlo fatto a 25 anni, con una maturità diversa da quella di un adolescente in crisi, con una maggiore consapevolezza di me. Nonostante questo però, è stata una lettura difficile. In alcuni momenti ho temuto di non riuscire a continuare, mi ha stravolta dentro, mi ha fatto ripensare ad un periodo della mia vita di adolescente debole.

Sembra quasi impossibile che un essere umano, con un cervello pensante, possa arrivare a tanto da fare del male al corpo che lo tiene in vita, eppure succede e nemmeno troppo raramente. Le cause possono essere molteplici e non è detto che si scatenino per forza durante l’adolescenza. E’ ovvio che la giovane età ha il suo ruolo ma ci sono anche tantissime persone mature che sono cadute in questo vortice. Molto spesso ci si finisce dentro prima ancora di rendersene conto. Si inizia per caso, guardandosi allo specchio e criticando l’immagine che si vede riflessa; si passa poi a mangiare meno, fino a contare ogni singola caloria di ogni piatto. Piatti che, col passare del tempo, diventano sempre meno ricchi di nutrienti e porzioni sempre più piccole, a volte inesistenti. La soluzione è chiedere aiuto il prima possibile, e sperare che qualcuno ti prenda sul serio.

Per quanto riguarda lo stile, mi sento dire che forse questo è uno dei pochi aspetti del libro che riflette veramente la vita degli adolescenti: il linguaggio è semplice, lineare e scorrevole. L’autrice segue il flusso di coscienza della protagonista, dà voce ai suoi pensieri e per questo lo considero introspettivo. L’altro aspetto tipico in cui gli adolescenti potrebbero ritrovarsi riguarda le problematiche dei rapporti sia in famiglia che nelle amicizie. Vengono analizzati molto bene entrambi e rispecchiano esattamente quello che succede nella vita quotidiana.

Libro consigliatissimo per le riflessioni che vi sono contenute. Unica avvertenza è per gli adolescenti, non è questa l’età adatta per leggere un libro che tratta di una sofferenza così concreta.

“38.50 è possibile. Ci sono già arrivata altre volte. Ma 38.50 mi fa volere 24. Per arrivarci dovrò aprirmi le ossa con una pinza di argento e tirare fuori il midollo con un cucchiaio dal manico lungo.”

“Vorrei mangiare come una persona normale ma ho bisogno di vedermi le ossa o mi odierei ancora di più e potrei strapparmi fuori il cuore o prendere ogni pillola che esiste sulla terra. “

 

Elaysa

 

 

Letture 2018 Recensioni

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Amante della lettura e di tutto ciò che riguarda questo mondo; lettrice appassionata o meglio dovrei dire... divoratrice di libri! Scrittrice amatoriale e sognatrice..

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