E’ tempo di classici – Il ritratto di Dorian Gray

Buongiorno Viaggiatori! 

Oggi inizia ufficialmente la settimana dedicata ai classici, un’iniziativa ideata da me con lo scopo di scambiarci consigli e pareri riguardo i nostri amati libri classici, pilastri della letteratura.

Il libro che ho scelto per questo primo giorno è Il ritratto di Dorian Gray. E’ stato scritto nel 1890 da Oscar Wilde, autore innovativo per l’epoca, cultore dell’estetismo: una corrente letteraria di metà ‘800 che celebra l’arte, la bellezza, il piacere ed una vita dedicata ai vizi. Attraverso la sua poetica, Wilde riesce perfettamente a descrivere tutti i concetti chiave che ruotano attorno a questa corrente estetica e il romanzo ne diventa il manifesto.

Trama: il romanzo è ambientato nella Londra vittoriana del XIX secolo, che all’epoca era pervasa da una mentalità tipicamente borghese. Il protagonista principale è Dorian Gray, un giovane di bell’aspetto, ossessionato dalla sua bellezza. Inizia a rendersi conto del suo fascino quando Basil Hallward, un pittore suo amico, gli regala un ritratto da lui dipinto, che lo riproduce nel pieno della sua gioventù.

Ruolo decisivo nella vita del protagonista è affidato al Lord Henry Wotton, un amico che conosce presso lo studio dell’artista Hallward. Parlando con Wotton, Dorian si rende conto che quell’uomo è l’incarnazione del suo modo di pensare. Grazie a lui, Dorian inzia a capire che la giovinezza è un periodo estremamente importante della vita e per questo va preservata; allo stesso modo realizza che il tempo scorre e l’uomo non è in grado di fermarlo. Gray vive una vita basata sulla lussuria, sul piacere e sull’immoralità ed è ossessionato dal pensiero del tempo che passa inesorabile e porta via i beni più preziosi che secondo la corrente estetica un uomo possiede: bellezza e gioventù. Di conseguenza, il ritratto diventa il fulcro della sua esistenza in quanto il Dorian raffigurato resterà eternamente giovane, mentre lui invecchierà.

Wotton, consapevole delle debolezze di Dorian, attraverso la sua influenza e le sue parole ciniche e spesso provocatorie, lo rende una persona spietata e sempre desiderosa di provare nuovi piaceri. Insomma, a lui spetta la parte di diavolo tentatore.

Colpito dal panico, Dorian arriva a stipulare una sorta di “patto col demonio”, grazie al quale rimarrà eternamente giovane e bello, mentre il quadro mostrerà i segni della decadenza fisica e della corruzione morale del personaggio. Dorian perde la sua anima che è stata trasferita nel dipinto che diventa così il suo alter ego, lo specchio in cui la sua anima corrotta e impura si riflette. Pensando di aver fatto la cosa giusta per sé stesso, Dorian si compiace della soluzione trovata. In questo modo Dorian acquista uno stato di perfetta onnipotenza, sottraendosi alla profanazione del tempo che deturpa.

Dorian torna alla bella vita e, con il passare degli anni, l’evoluzione verso il male è inarrestabile. Nemmeno il miracolo dell’amore può migliorare la situazione. La breve relazione con l’attrice diciassettenne Sibyl Vane fallisce. Lei, per amore di Dorian, è ben disposta a lasciare il teatro ma, quando lui la umilia con estrema brutalità per aver recitato male, lei si uccide.

Intanto la figura nel quadro invecchia sempre di più ed assume smorfie spaventose ogni volta che Dorian commette un atto ingiusto. In preda alla vergogna, decide di nascondere il quadro in soffitta e torna alla sua vita di vizi, sicuro che il quadro patirà le miserie della sorte al posto suo. Non rivelerà a nessuno l’esistenza del quadro, fuorché a Hallward, che poi ucciderà in preda alla follia.

Ogni tanto, però, si reca segretamente nella soffitta per controllare e schernire il suo ritratto che invecchia e si imbruttisce giorno dopo giorno, ma che gli crea anche tanti rimorsi e timori finché, stanco del peso che il ritratto gli fa sentire, nella speranza di liberarsi dalla vita malvagia che stava conducendo, lacera il quadro con lo stesso coltello con cui aveva ucciso Hallward.

Quando distrugge il quadro però, non solo rompe lo scambio, ma anche l’incantesimo: Dorian acquisisce le sembianze di un vecchio, quale in realtà è, e riacquista la sua anima.  Il quadro e Dorian sono due elementi che non possono essere separati, così, con il dipinto, Gray muore. I servi trovano Dorian morto con un pugnale conficcato nel cuore, irriconoscibile e precocemente avvizzito, ai piedi del ritratto, ritornato meravigliosamente giovane e bello.

Il personaggio indubbiamente più forte di tutto il romanzo è Dorian. Estremamente anti-etico, conduce una vita superficiale e vuota; i suoi comportamenti sempre immorali, nonostante l’indifferenza del protagonista, lo porteranno a dover pagare un prezzo molto alto.

 

Elaysa

E' tempo di classici

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Amante della lettura e di tutto ciò che riguarda questo mondo; lettrice appassionata o meglio dovrei dire... divoratrice di libri! Scrittrice amatoriale e sognatrice..

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