E’ tempo di classici – Madame Bovary

Buonasera Viaggiatori! 

anche oggi mi trovo a dover pubblicare ad orari improbabili, chiedo perdono ma sono giornate impegnative e questo è l’unico momento che ho. Giovedì, 4 giorno della settimana dedicata ai classici. Il quarto libro è Madame Bovary di Gustave Flaubert.

Madame Bovary è il romanzo più celebre dell’autore francese, scritto in 5 anni e pubblicato inizialmente a puntate nella rivista “La revue de Paris nel 1856. Nel 1857 venne pubblicato in volume.

Trama: Il protagonista  è Charles Bovary, medico nel paese di Tostes, in Normandia. Durante la giovinezza, sposa una donna più grande di lui, Héloïse Dubuc, che però muore prematuramente. Rimasto vedovo, conosce una bella ragazza di campagna, Emma Rouault, della quale si innamora perdutamente. I due si sposano, nonostante siano persone dal carattere completamente opposto: lui benestante, distinto e serio; lei sognatrice, romantica e attenta ai lussi della vita. Emma sogna una vita elegante e alto-borghese, immagina una vita come quella dei personaggi delle novelle romantiche che spesso legge; la realtà però è ben diversa e la vita lenta della provincia francese e la banalità del marito cominciano ben presto a soffocarla.

Con il passare del tempo, Emma diventa sempre più depressa e desiderosa di attenzioni che cerca tra le braccia di altri uomini, meno noiosi di suo marito. Rendendosi conto che Emma è depressa e insoddisfatta, Charles decide di trasferirsi in un altro villaggio, sperando invano che a un miglioramento di clima corrisponda anche un miglioramento nella salute della moglie. Le cose però non vanno esattamente come sperato da Charles. Emma infatti conosce Léon e si invaghisce di lui, si lascia corteggiare e i due si frequentano per qualche tempo. Emma sembra rinsavita grazie a questo amore che le ricorda molto la vita che lei vorrebbe. La relazione però dura poco dato che Léon, poco dopo, si trasferisce a Parigi per terminare gli studi. Intanto Emma partorisce la sua primogenita. La situazione precipita ulteriormente e la neo-mamma si abbandona tra le braccia di un altro amante: Rodolphe Boulanger, proprietario terriero, ricco e fascinoso. Anche questa volta però, Emma si trova a dover affrontare un abbandono: l’uomo, dopo averla conquistata, decide di lasciarla alla vigilia di una fuga romantica portando Emma alla depressione.

Dopo qualche tempo, Emma rivede Léon e i due intraprendono una relazione carnale. Inizia così il periodo delle bugie a Charles: con la scusa delle lezioni di pianoforte, ogni settimana Emma incontra il suo amante. Tutto sembra andare per il meglio ma Léon non è più il giovane che Emma ricordava e, ben presto, la abbandona.

La protagonista cade di nuovo in depressione e per colmare il vuoto lasciato dal marito e dagli amanti, inizia a spendere denaro fino ad indebitarsi, suscitando i pettegolezzi degli abitanti del villaggio. Disperata, Emma ruba dell’arsenico dalla farmacia e si uccide. Una volta morta la moglie, Charles trova le lettere che Emma si scambiava con Rodolphe e scopre così l’adulterio della moglie. L’uomo, pur perdonando la moglie, si chiude così nel silenzio e nel dolore, fino a morire poco tempo dopo lasciando orfana la figlia.

Fin dalla sua pubblicazione, il romanzo ha destato molto scalpore per la descrizione dettagliata delle relazioni adultere che Emma intrecciava con i suoi amanti e per l’estremo realismo adoperato nella narrazione. Allo stesso tempo, il realismo è considerato un punto di forza in quanto Flaubert è stato il primo scrittore francese ad adottare questa tecnica. Uno stile oggettivo e documentaristico che influenzerà in seguito Guy de Maupassant e il Naturalismo di Émile Zola. Molte delle sue scelte di poetica ispireranno anche il movimento italiano del Verismo, che avrà nei romanzi di Giovanni Verga, i suoi capolavori principali.

Un’altra caratteristica presente nell’opera di Flaubert è l’impersonalità. Contrariamente a quanto accadeva nei romanzi romantici dell’Ottocento, nella poetica di Flaubert, l’autore non interviene mai nella narrazione, non giudica, non commenta ma rappresenta in modo oggettivo ed impersonale la realtà.

Gli avvenimenti narrati nelle pagine di Madame Bovary sono ispirati a un fatto di cronaca dell’epoca: Delphine Delamare, giovane donna di Ry, cittadina in Normandia, dopo aver ripetutamente tradito il marito si era uccisa somministrandosi del veleno.

Con questo romanzo, Flaubert distrugge il mito ottocentesco della protagonista eroina romantica, trasformandola in una mediocre donna di provincia persa dietro sogni illusori e irrealizzabili. E’ una critica palese al Romanticismo e alle convenzioni socio-culturali della piccola borghesia, che, proprio in quegli anni, conosce il periodo della propria vigorosa ascesa. La protagonista vive in un romanticismo letterario e sentimentale, che ha contribuito ad alimentare i suoi sogni illusori che la portano ad avere continuamente relazioni extraconiugali, alla ricerca del romanticismo. Emma è quindi vittima inconsapevole di una scissione tra le sue aspettative di vita, fondate sugli stereotipi più scontati del Romanticismo, e l’esistenza mediocre e provinciale cui è costretta.

Questa condizione di insoddisfazione psicologica e sociale per la propria esistenza venne definita successivamente bovarismo. Una malattia che che si traduce in noia, indolenza, fuga in mondi immaginari dove vivere una vita colma di tutte le proprie ambizioni represse.

 

Elaysa

E' tempo di classici

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Amante della lettura e di tutto ciò che riguarda questo mondo; lettrice appassionata o meglio dovrei dire... divoratrice di libri! Scrittrice amatoriale e sognatrice..

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