Il cacciatore di orfani – recensione

Buonasera Viaggiatori! 

L’articolo di oggi, come avrete potuto dedurre dal titolo, è la recensione del libro Il cacciatore di orfani di Yrsa Sigudardòttir, edito Mondadori. Libro di genere giallo/thriller pubblicato in Italia a febbraio 2018. L’autrice, molto famosa in Islanda, scrive romanzi per bambini e thriller dal 1998. E’ considerata una delle migliori autrici contemporanee del genere thriller.

La vicenda è ambientata a Reykjavik, città islandese in cui la stessa autrice ha vissuto. La narrazione inizia in medias res: il lettore viene messo davanti a fatto compiuto. Il primo personaggio che incontriamo è Elisa, madre di 3 figli, vittima di un’aggressione mentre era in casa. La bambina è l’unica testimone dell’orribile massacro ma le sue dichiarazioni non risultano attendibili. Per questo motivo, il Detective Huldar, a cui viene affidato il caso, decide di chiedere una consulenza a Freyja, una psicologa specializzata in traumi infantili. La collaborazione però non è così facile come sembra… Huldar, con l’aiuto della sua squadra, si trova a dover affrontare una situazione estremamente complicata. Una serie di omicidi colpiscono la città, tutti eseguiti dalla stessa mano, per ora sconosciuta. Si tratta di un macabro rituale che sembra avere molti punti in comune ma anche tantissime differenze. A complicare ulteriormente le cose, ci sono i messaggi criptici che l’assassino lascia ogni volta sulla scena del crimine, senza contare le comunicazioni trasmesse in radiofrequenza. 

Nonostante sia un thriller, la parte del leone, durante tutto il romanzo è svolta dalle descrizioni: personaggi, luoghi, eventi ed omicidi sono descritti in maniera impeccabile.A questo proposito è importante sottolineare il forte contrasto tra la descrizione degli omicidi e quella dei personaggi: la prima veloce, quasi a sottolineare la brutalità dell’azione; la seconda incredibilmente lenta. Inizialmente, nonostante la descrizione della situazione sia molto dettagliata, il ritmo è incalzante, come ogni giallo che si rispetti. I personaggi sono descritti molto bene soprattutto dal punto di vista emotivo. Questo permette al lettore di identificarsi con loro e provare le stesse sensazioni. Paura, suspense, attesa, ansia. Questi sono i sentimenti che pervadono le prime pagine di questo libro. Ammetto che io stessa in alcuni momenti sono stata percorsa da un brivido lungo la schiena.

Lo stile dell’autrice è molto particolare in quanto riesce ad affiancare la tensione dell’omicidio, alla tranquillità di eventi di vita quotidiana che spezzano il ritmo narrativo. Non ho particolarmente apprezzato questo rallentamento improvviso della narrazione: da un thriller non ti aspetti nient’altro che ansia. Alcune parti del romanzo mi sono sembrate, per questo motivo, particolarmente pesanti da leggere. Questo tipo di narrazione contribuisce a creare aspettativa ma, al tempo stesso, rende la parte “thriller” troppo veloce. L’impressione è che venga data poca importanza agli omicidi che vengono commessi.

Altro aspetto rilevante dovuto allo stile narrativo dell’autrice, riguarda la capacità di creare molte aspettative utilizzando i dettagli più sottili. Apparentemente non ci sono colpi di scena rilevanti. Nonostante questo il lettore viene continuamente disorientato riguardo il possibile omicida. Personalmente ho amato questo suo modo di scrivere, studiato nei minimi dettagli.

L’unico vero colpo di scena è nel finale.

A livello di intreccio, niente di negativo da dire. La trama è sicuramente molto intricata: sono tante storie che, col progredire della narrazione, trovano sempre più punti in comune fino a costituire un unico mondo. Pagina dopo pagina, tutti i pezzi del puzzle vengono messi al loro posto anche se, apparentemente, i personaggi non hanno niente in comune uno con l’altro.

Consigliato? Decisamente si, anche se con qualche riserva a causa di alcune parti del romanzo troppo lente.

Elaysa

Letture 2018 Pagine "in giallo" Recensioni

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Amante della lettura e di tutto ciò che riguarda questo mondo; lettrice appassionata o meglio dovrei dire... divoratrice di libri! Scrittrice amatoriale e sognatrice..

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