COMUNICATO STAMPA – Il nuovo libro di Damiano Leone

Buona Domenica Viaggiatori! 

Anche oggi vi propongo un articolo di presentazione di un libro uscito recentemente nelle librerie.

In questo caso il protagonista è Il simbolo di Damiano Leone.

Il simbolo è un romanzo storico ambientato tra Gerusalemme, Atene, Roma e l’Egitto nel periodo della vita e negli anni successivi alla morte di Gesù di Nazareth. Un’opera complessa che affianca l’ accuratezza della ricostruzione del periodo storico narrato ad una gestione originale e stimolante della trama e dei personaggi. Leone compone un quadro storico, politico e filosofico di anni densi di avvenimenti che segneranno il futuro dell’uomo, seguendo il cammino di un giovane fino alla sua vecchiaia, Ben Hamir, che avrà l’onore e l’onere di influenzare la vita e le decisioni di figure carismatiche e di importanti personalità politiche. Nonostante la storia de Il simbolo sia impregnata di dolore, guerra e miserie, lo scrittore riesce ad alleggerire la trama inserendo uno sguardo divertito e piccante sulle vicende del protagonista, non solo abile e intelligente uomo d’azione ma anche esperto amante, creando un’opera godibile e apprezzabile da molti punti di vista.

Titolo: Il simbolo

Autore: Damiano Leone 

Genere: Romanzo storico

Casa editrice: Gabriele Capelli Editore

Pagine: 616

Trama: Contemporaneo di un uomo passato alla storia con il nome di Gesù di Nazareth, il figlio di una prostituta muove i primi passi nella Palestina dominata dalle legioni di Roma: due realtà assai diverse ma destinate a incrociarsi nei loro giorni più drammatici. Avviato alla prostituzione, il giovane Ben Hamir trova conforto nell’affetto di uno schiavo comprato per fargli da tutore. Costretto a fuggire a seguito di un evento delittuoso, dopo un’istruttiva permanenza ad Atene conquista Roma – o meglio i cuori delle romane – divenendo gradito ospite dei più esclusivi palazzi nobiliari. Coinvolto nella politica imperiale fino a divenire intimo di Tiberio, proprio da lui apprenderà quanto beffardo possa mostrarsi il fato. Tornato in Palestina per ordine dell’imperatore, ad attenderlo troverà sia un nuovo che un antico amore, ma anche l’odio feroce di Ponzio Pilato, il suo più mortale nemico. Dopo aver compiuto un gesto in apparenza marginale ma destinato a sconvolgere la storia, abbandonati i lussi e le amanti sceglierà di restare lontano dai clamori del mondo. Ma Roma non si è dimenticata di lui: dovrà accettare lo sgradito incarico di informatore imperiale, assistendo così a eventi che andranno oltre ogni sua immaginazione.

«[…] Man mano che mi allontanavo, veli cadevano dalla mente. Come nel distanziarsi dal mare non si avverte più il rumore della risacca che fino a poco prima predominava i sensi, così, separandomi da una presenza carismatica,il suo influsso pareva abbandonarmi. Di pari passo aumentava la meraviglia per essermi lasciato impegolare in discussioni filosofiche aventi la stessa,inutile e vana consistenza dei sogni spazzati via dal chiarore dell’alba».

Il simbolo è un romanzo contraddistinto da una ricostruzione attenta e puntuale di un periodo storico in cui si sono alternati personaggi che hanno lasciato un segno profondo nella storia dell’umanità. Il punto di forza sta nel protagonista, Ben Hamir, destinato a rimanere impresso nella mente del lettore per il mondo interiore che rappresenta. Non è un caso infatti che egli sia contemporaneo di un uomo dalla personalità altrettanto complessa, tale Gesù di Nazareth.

L’evoluzione di Ben Hamir è il nucleo attorno a cui si avvolge la narrazione Un crescendo di pathos e drammaticità che va di pari passo con la presa di consapevolezza del protagonista di essere solo uno strumento del fato, immerso in un gioco più grande di lui. Questa lucida cognizione però non lo porterà mai ad arrendersi. Un protagonista tanto complesso da sembrare reale quanto gli uomini che incontra nel suo cammino:da Tiberio a Vespasiano, da Tito a Ponzio Pilato. Un romanzo che trasuda intelligenza e profonda preparazione storica e culturale. Una vicenda che si sviluppa creando attesa per il destino di Roma e Gerusalemme.

Il simbolo ha il merito di osservare la storia antica da una prospettiva originale e di avvicinare la contemporaneità a un’epoca lontana. Un romanzo che apre la mente, che conduce per mano il lettore nella Storia.

A fine lettura rimane la sensazione di aver compiuto un faticoso e illuminante viaggio insieme al protagonista, di aver sofferto con lui e di aver assaggiato l’amara ironia del fato. E si realizza quanta strada c’è ancora da fare per comprendere quel grande mistero che è l’essere umano.

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-Elaysa-

Comunicati stampa

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Amante della lettura e di tutto ciò che riguarda questo mondo; lettrice appassionata o meglio dovrei dire... divoratrice di libri! Scrittrice amatoriale e sognatrice..

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