LITTLE TALKS – Abbandonare un libro in lettura?

Buongiorno Viaggiatori!

Sono tornataaaaaaaaaaa 😍

Finalmente dopo TRE lunghissimi giorni di emicrania oggi riesco ad avere abbastanza lucidità mentale per scrivere qui sul blog. Mi mancava tantissimo in realtà e non vedevo l’ora di pubblicare!

Come potete dedurre dal titolo, argomento spinoso in questa domenica di marzo!
Abbandonare un libro, si o no?
Come vi sentite all’idea di dover mettere da parte una lettura in corso?
Quali sono i motivi che vi spingono a farlo?
Ma soprattutto… l’avete mai fatto??

Beh, credo sia normale, nella nostra lunga esistenza di divoratori di libri imbattersi, prima o poi, in un dilemma del genere, ma non è questo il punto!
Il problema, il VERO problema, risiede nei mille dubbi che ci affliggono quando ci troviamo davanti a questa ardua decisione, i sentimenti che invadono la nostra anima nel momento stesso in cui guardiamo la copertina del nostro amato libro e lo immaginiamo lì, sullo scaffale, tutto solo soletto che ci guarda sconsolato e triste dopo essere stato abbandonato.

Quante volte avete avuto intenzione di abbandonare una lettura ma poi, sfogliando il libro, avete rinunciato all’idea?
Quante volte. dopo questo pensiero, avete avuto l’impressione di abbandonare un amico? Di essere dei traditori?
Alcuni di voi, sono sicura, risponderanno “sempre” a queste domande. Altri invece, con aria indifferente (o quasi), passeranno oltre.
Sono altrettanto sicura che molti saranno i primi, pochi i secondi.

Io faccio parte, senza alcun dubbio, della prima categoria di persone.
Nella mia vita di lettrice ho avuto il coraggio di abbandonare un libro in lettura soltanto 2 volte e per motivi diversi.
Raramente mi è capitato di leggere qualcosa che non mi piacesse ma, anche in quel caso, la maggior parte delle volte ho preferito proseguire la lettura e concluderla.
Per carattere, odio lasciare le cose a metà. Sapere di aver messo da parte qualcosa di non terminato mi fa venire l’ansia; che si tratti di un dovere oppure di un piacere, la sostanza non cambia. Di conseguenza, non riesco ad abbandonare un libro prima della sua conclusione effettiva. Al pensiero, scatta qualcosa dentro di me che mi fa desistere immediatamente. Lo sfoglio, lo guardo e non riesco più a separarmene.

I motivi che possono spingerci ad abbandonare un libro e passare ad un altro dopo poche pagine possono essere diversi.
Riflettendo su questo tema sono arrivata alla conclusione che ne esistono almeno 3:
1. Il libro non è di nostro gusto. Magari ci è stato regalato e non vogliamo deludere la persona che ci ha fatto questo dono; oppure più semplicemente pensavamo che fosse nelle nostre corde e invece non lo è.
2. non è il momento giusto per leggere quel libro.
3. ci rendiamo conto che il libro proprio non ci piace. Non siamo interessati alla trama e non siamo stati catturati dallo stile dell’autore.

Qualcuno dirà: perché perdere tempo dietro ad un libro che non ci piace se ne abbiamo altri mille che attendono nella nostra libreria?
La domanda è del tutto lecita.
Infatti, come ho detto già in altre occasioni, la lettura deve essere un piacere, non un obbligo. Di conseguenza non dobbiamo sentirci in dovere di leggere qualcosa che non ci piace soltanto perché ormai abbiamo iniziato la storia.
Facile no? NO!
I lettori accaniti, gli amanti dei libri sanno perfettamente che non è così facile. Che fare quindi?

La decisione, ovviamente, spetta a voi.
La cosa più logica sarebbe mettere sul piatto della bilancia i pro e i contro. Perché dovrei proseguire la lettura di questo libro che non mi sta piacendo?
A me è successo l’anno scorso con La scatola dei bottoni di Gwendy, una recente uscita di Stephen King. Non ero per niente convinta da ciò che stavo leggendo ma, nonostante questo, mi sono sentita in dovere di concludere il romanzo perché si trattava di King, uno dei miei autori preferiti, e sapevo che non sarei andata a letto serena se avessi deciso di abbandonarlo.
In quel momento ho preferito prendere questa decisione. Il legame con King ha prevalso su tutto il resto anche se poi, effettivamente, il libro non mi è piaciuto.
Inoltre, credo che sia importante arrivare alla fine di una storia per avere l’opportunità di averne una visione completa e, di conseguenza, un’opinione reale.
Abbandonare un libro in lettura significa precludersi la possibilità di andare oltre e quindi di sapere come sarebbe andata. Mettendo da parte una lettura che non ci sta convincendo limitiamo la nostra capacità critica perché il nostro giudizio sarà circoscritto soltanto a quella parte di romanzo che abbiamo letto. Non sapremo mai il seguito, non sapremo mai se quel libro, in realtà, ci sarebbe piaciuto per un colpo di scena avvenuto immediatamente dopo.

Tanti problemi e riflessioni non sono scaturiti invece nel caso di un altro libro, comprato in ebook seguendo un impulso del momento. Ho capito immediatamente che non faceva per me e non mi sono fatta scrupoli di alcun genere ad abbandonarlo, considerato anche il fatto che, appunto, era un libro in digitale. Non vederlo continuamente sullo scaffale aiuta!

Era da tanto tempo che rimuginavo sulla questione e sulla possibilità di aprire un dibattito per riflettere su questo.
Ho deciso di farlo adesso perché recentemente, per la prima volta in vita mia, sono stata costretta ad abbandonare un libro che mi stava piacendo da morire.
Per quanto strano possa sembrare, è stata davvero una brutta sensazione.
Era come se stessi rifiutando qualcosa che avevo precedentemente scelto, una cosa senza senso insomma.
Purtroppo però non vedevo altra soluzione.
Il libro in questione è Musicofilia di Oliver Sacks. E’ stata una scelta molto difficile perché stavo amando questo libro. Il dubbio mi ha fatto compagnia per alcuni giorni finché ho capito che non era davvero il momento giusto per una lettura di quel calibro. Ho deciso quindi di mettere da parte il saggio di Sacks e dedicarmi ad altre letture “più leggere”. In realtà la concezione di leggero e pesante è estremamente soggettiva ed è influenzata da molteplici fattori. Personalmente, in quel periodo ero veramente sopraffatta dallo studio e dai pensieri e non sarei mai riuscita a dedicare l’attenzione giusta a quella lettura in particolare.
Ho letto altri libri e ho fatto fatica anche con quelli ma non li ho abbandonati per non dover rivivere ancora quella spiacevole esperienza.

CONSIGLIO: per chi come me non riesce ad accantonare definitivamente un libro difficile da digerire, vi consiglio di alternare con qualcos’altro la lettura di quel determinato libro. Potrebbe essere una soluzione!
Ho scritto un articolo in merito.
Ve lo lascio qui: https://viaggiandotramondidicarta.blog/2018/06/19/questo-o-quel-libro-entrambi/.

E voi?
Raccontatemi le vostre esperienze! 📚

Elaysa

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4 Comments

  1. Anche se so che è sbagliato, mi è capitato. In realtà ho messo da parte diversi libri con l’intenzione di riprenderli e poi non è più successo.
    Magari un giorno finirò i volumi lasciati a metà sparsi in giro per casa!

    Mi piace

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