La vedova Couderc – RECENSIONE

Buonasera Viaggiatori!

Sono le 21.36 e finalmente, dopo una lunga giornata, riesco a trovare il tempo per mettermi a scrivere questa recensione.
Come sempre ci tengo molto a farlo, motivo per cui non ho voluto posticipare a lunedì prossimo, anche se ci avevo pensato.
Alla fine però ho deciso di dedicare la mia serata al blog perché comunque è una cosa che mi rilassa e mi fa staccare dal resto.
Ma… basta con le chiacchiere!

Il libro di cui vi voglio parlare oggi è La vedova Couderc di Georges Simenon. Ho acquistato questo libro qualche mese fa, spinta dalla voglia di leggere altro dell’autore dopo aver divorato La camera azzurra.
Le sensazioni erano estremamente positive, le aspettative altissime e.. che dire, Simenon, ancora una volta, mi ha stupita.

Non posso entrare troppo nel dettaglio nel raccontarvi la trama perché, a mio avviso, un libro di questo tipo deve essere scoperto dal lettore, piano piano.
Quello che vi posso dire è che i protagonisti principali sono sostanzialmente due: la signora Couderc e Jean.
La vicenda si svolgerà interamente in casa della signora, a Saint-Amand, nella Loira.
Fin dal primo momento tutto vi sembrerà strano, a partire dall’incontro tra i due protagonisti che sembra avvenire in maniera del tutto casuale.
Quasi altrettanto casualmente, Jean deciderà di rimanere a casa della vedova Couderc, in qualità di garzone.
Inizialmente le cose vi appariranno confuse, quasi scollegate tra loro ma non siate frettolosi nel giudicare: vi garantisco che il cerchio si chiuderà.
Pagina dopo pagina, il lettore imparerà a conoscere queste due persone che sembrano non avere nessun altro al mondo che loro stessi.
Niente viene svelato su due piedi. All’inizio mi sembrava che niente avesse senso. Poi però, andando avanti, mi rendevo conto che anche il gesto più insignificante avrebbe avuto un senso, prima o poi.
Ad un certo punto ho avuto addirittura la sensazione di essere seduta io stessa in un angolo della casa. Ho avuto l’impressione di essere testimone delle confidenze dei due protagonisti; ho creduto anche di sentire i rumori, gli odori e i profumi della cucina e dell’orto; così come mi è sembrato di sentire le grida dei bambini fuori, sul lungo fiume.
Da quel momento ho capito che l’autore non ci stava semplicemente raccontando la quotidianità di due persone, dietro c’era ben altro. E sicuramente ce lo avrebbe svelato.

Progressivamente infatti, come solo lui sa fare, Simenon ha spostato l’attenzione del lettore verso il rapporto che si stava creando tra la vedova e Jean, quell’uomo venuto dal nulla.
Inizialmente la loro convivenza viene descritta come qualcosa di funzionale al benessere di entrambi: Jean aveva trovato una casa e la vedova qualcuno che le facesse compagnia e l’aiutasse nei lavori domestici.
Improvvisamente però qualcosa cambia e i due iniziano a consumare una relazione sessuale che porterà entrambi alla depravazione.
Lei diventa sempre più esigente, lui non riesce a rifiutare.
Lei diventa gelosa, lui cerca di allontanarsi.
Lei diventa possessiva, lui si sottomette ma, a volte, si allontana.
Lei impazzisce…e così, a suo modo, farà anche lui.

Nonostante l’apparente stranezza della vicenda e il puzzle che va componendosi piano piano, lo stile è esattamente come me lo aspettavo. Simenon ancora una volta, rimane fedele a sé stesso e al suo stile fluido, anche quando sparge qua e là frammenti di storia che avranno un senso soltanto alla fine.
All’interno di uno scenario in continuo cambiamento in cui le rivelazioni vengono fatte a poco a poco, potrebbe risultare facile perdersi se a narrare non fosse Simenon. A mio parere ha un modo di scrivere impeccabile grazie al quale il lettore si sente accompagnato all’interno della vicenda e all’interno degli stessi personaggi.

Nonostante la sua indiscutibile bravura in quanto narratore, se non avete mai letto niente di Simenon vi sconsiglio di iniziare da questo romanzo in particolare. E’ confusionario quanto basta per scoraggiare un lettore al primo approccio con un autore. Se per iniziare avessi letto La vedova Couderc, probabilmente non avrei più letto nulla di Simenon…. e sarebbe stato un grande peccato!

Inutile dire che il libro mi è piaciuto davvero tanto.
L’aspetto che più mi colpisce ogni volta è la capacità dell’autore di intessere relazioni così forti tra i vari personaggi che popolano i suoi romanzi.
Legami indissolubili che si fondano, molto spesso, su tante contraddizioni.
Leggendo Simenon si può capire veramente quanto l’apparenza a volte inganni…
Confermo e sottoscrivo la mia approvazione assegnando a questa lettura il massimo delle stelline: ⭐⭐⭐⭐⭐/5!

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