Uomini senza donne – RECENSIONE

Buonasera Viaggiatori!

Iniziamo quest’ultima settimana di giugno nel migliore dei modi. Come? Ovviamente con una nuova recensione!
Se mi seguite su instagram vi sarete resi conto che ultimamente sto leggendo molto. Nonostante i tanti impegni infatti, sono riuscita a leggere ben due libri in 2 settimane. Tuttavia, ciò che mi rende più felice è la qualità delle letture, piuttosto che la quantità.

Ho iniziato e concluso la settimana appena trascorsa in compagnia di un libro che è stato una piacevole scoperta, oltre che una sorpresa.
Il libro in questione è Uomini senza donne di Haruki Murakami, autore Giapponese che recentemente sta riscuotendo molto successo qui in Italia.
Per quanto mi riguarda, ho aspettato moltissimo prima di approcciarmi a questo autore. Solitamente infatti, quando sento parlare di un libro/autore fino allo sfinimento, tendo ad evitarlo forse per paura che le aspettative create vengano completamente disattese. Di conseguenza preferisco aspettare un po’ di tempo e poi, eventualmente, avvicinarmi all’autore e alla sua scrittura. Più di una volta ho fatto così e molto spesso è stata una benedizione.
Con Murakami è successo esattamente questo, ancor più perché ho deciso di leggere per primo un libro diverso da Norvegian Wood, che è sicuramente il suo scritto più conosciuto.

Ma che cos’è Uomini senza donne? E’ una raccolta di racconti, 7 per la precisione. Filo conduttore di questi racconti è la perdita della donna nella vita dei protagonisti.
La donna ovviamente intesa come partner, compagna e amante. Donna che assume prepotentemente il ruolo di nucleo dei racconti a dispetto della figura maschile che viene sempre presentata per prima ma che poi mantiene il suo ruolo soltanto in funzione di quello della donna.
In realtà, molto spesso, l’uomo conduce l’azione vera della storia; la donna, per contro, è colei che influenza queste azioni.
L’uomo quindi si troverà a scegliere, a condurre la propria vita in relazione alla donna che, molto spesso, è assente. In altri casi invece è presente all’inizio del racconto, magari tramite la rievocazione di episodi da parte del protagonista, ma che poi, piano piano, per un motivo o per l’altro, sparisce e resta soltanto sotto forma di ricordo, un ricordo che però opprime.

Lo stile dell’autore è criptico.
Senza dubbio fluido e scorrevole ma misterioso.
Col progredire della lettura, chi legge si renderà conto che lo scopo dell’autore non è semplicemente quello di raccontare la vita dei protagonisti. Ho percepito infatti una forte volontà da parte di Murakami di portare il lettore a riflettere, a farsi delle domande.
Si crea quindi una sorta di rispecchiamento tra i protagonisti e il lettore stesso che, inevitabilmente, inizierà ad interrogarsi riguardo la vita dei protagonisti del racconto ma, successivamente, anche riguardo alla sua stessa condizione.

Non ho intenzione di accennare alla trama dei racconti in quanto sono abbastanza brevi e intensi. Qualsiasi informazione di troppo potrebbe rovinare a voi il piacere della lettura.
Tuttavia vi posso assicurare che ho trovato tantissimi spunti di riflessione, in virtù di quanto detto qualche riga fa.
Ho apprezzato particolarmente questo aspetto che, sinceramente, è stata una sorpresa. Non mi aspettavo un coinvolgimento di questo tipo, non pensavo che sarei stata trascinata così tanto nella storia pur rimanendo “al di fuori”. In più di un’occasione infatti, mi sono sentita parte della storia, quindi nella mente del protagonista, ma, allo stesso tempo, ho riflettuto riguardo alla MIA storia personale. E’ stata una sensazione nuova per me, un po’ strana ma molto piacevole.
Era come se fossi in mezzo al mare: ero in balia del suo movimento, a volte le onde mi risucchiavano, per poi riportarmi a riva. A poco a poco, pagina dopo pagina pur essendo sempre io, qualcosa cambiava dentro di me. Piccole consapevolezze in più, sparse tra le pagine, lette tra le righe che però alla fine mi hanno arricchita molto.
E’ un libro profondo per certi versi, tratta tematiche sociali importanti che, bene o male, fanno parte della vita quotidiana dell’umanità.
Lutto, perdita, amore, passione, ossessione, tradimento, crescita.

Mi sono piaciuti tutti i racconti ma due di essi mi hanno colpita maggiormente, per motivi molto diversi.
I due racconti in questione sono: Samsa innamorato e Uomini senza donne, il racconto che dà il titolo al libro.
Il protagonista del primo racconto è Gregor Samsa, protagonista de “La metamorfosi” di Kafka.
Un bel giorno Gregor si sveglia e, con suo grande stupore, si ritrova disteso su un letto… trasformato in essere umano!
Ciò che mi ha colpito di questo racconto sono state le descrizioni, in particolare delle sensazioni che hanno accompagnato questa scoperta del protagonista.
Gregor infatti non è consapevole di come sia fatto un corpo umano, non sa come si usano le braccia né, tanto meno, le gambe…che sono soltanto due!
Trovo che Murakami in questo racconto si sia superato nel trasmettere lo stupore al punto da riuscire a mettere in discussione la mia consapevolezza di ciò che sono, di ciò che è un essere umano dotato di parti del corpo, che funzionano in un certo modo e che l’uomo impara ad usare senza farsi troppe domande. In una parola? Affascinante.

L’altro racconto credo che sia la chiusura perfetta del libro: pieno anch’esso di riflessioni, molto profondo.
Affronta il tema del lutto e lo fa in maniera cruda e dolce, al tempo stesso.
Il lettore viene accompagnato nella presa di coscienza, l’autore, dal canto suo, racconta ciò che accade quando, improvvisamente, veniamo privati di una persona importante. E’ il racconto di come la nostra personalità reagisce a questa perdita, di come tutto cambia e assume un significato/valore diverso.

[…] Amare significa proprio questo. Si perde il controllo del proprio cuore, si ha l’impressione di venire travolti da una forza irragionevole. Non sta facendo un’esperienza assurda, lontana da ogni buonsenso, dottor Tokai. Si è semplicemente innamorato di una donna, innamorato sul serio. E non vuole perderla. Vorrebbe stare sempre con lei. Se non potesse più vederla, il suo mondo andrebbe in pezzi. E’ un’emozione naturale. frequente. Non è né strana né speciale. E’ uno degli eventi più comuni, nella vita di una persona.
[…]

Un libro che in qualche modo mi ha cambiata, mi ha dato qualcosa.
Del resto leggere è un po’ come fare un viaggio: quando si termina un libro non si è mai gli stessi di quando lo si è iniziato.
Ed io ho provato proprio questa sensazione con Murakami.
Tanti aspetti positivi, nessun lato negativo apparente. L’unico appunto che mi permetto di fare riguarda il linguaggio. Molto spesso Murakami utilizza termini forti che fanno riferimento all’ambito sessuale. A me questa scelta non ha creato problemi per il fatto che era coerente con lo stile complessivo della scrittura e, soprattutto, era coerente con quanto veniva raccontato. Insomma, non risultava fuori luogo.
Tuttavia, se pensate di non poter sopportare un vocabolario così colorito… prendete atto di questa cosa e decidete di conseguenza.

Voto (del tutto personale): 4 ⭐⭐⭐⭐ su 5.
Perché non ho dato il massimo? Semplicemente perché è solo un primo approccio, ho tanto ancora da scoprire di questo autore!

Link Amazon: https://amzn.to/2ZI1wdj

Elaysa


Annunci

1 Comment

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...