Nel profondo del BLU COBALTO – PRIMA IMMERSIONE

Buona domenica Viaggiatori!

Come vi dicevo nell’articolo di venerdì, oggi iniziamo l’esplorazione dell’eco-thriller “Blu cobalto”, nuovo romanzo del duo Laura Costantini e Loredana Falcone.

Gli articoli dedicati all’iniziativa avranno cadenza settimanale, per un totale di 4 appuntamenti.
Ho deciso di raccogliere la sfida anche su Instagram motivo per cui, all’articolo sarà corredato un post contenente le stesse informazioni.
E’ ora di partire!

Buona immersione nel profondo del Blu Cobalto!


In questa prima parte del viaggio, le autrici ci portano alla scoperta di Dagon, piccola isola greca del Mar Ionio che costituirà l’ambientazione dell’intera vicenda.
Situata a metà strada tra le coste della Calabria e quelle della Grecia, quest’isola è circondata da un’aura quasi sacra: sorge infatti in un’area protetta, considerata un santuario dei cetacei.
Il fulcro del territorio è una grotta in cui. da secoli, viene custodito un mistero.

La grotta è un trionfo di sfumature verdi e blu. La luce del sole vi giunge filtrata dal mare attraverso uno stretto passaggio. Lo specchio d’acqua è placido come una piscina. Ne spia le trasparenze, nella speranza di vedere Viki di ritorno dalle sue immersioni. Ma resta delusa. Il segnale è un cilindro metallico che sorge dalle acque. Da bambina le hanno raccontato che è stato fuso dalla campana del monastero. Ed è un rintocco insieme cupo e squillante quello che produce quando lo percuote con una pietra. Tre colpi rapidi, tre lunghi, tre rapidi. Lo ripete più volte, poi siede a ridosso del cilindro sperando in una risposta.

Ma se il cardine è questa grotta… che cos’è Blu Cobalto?
Per rispondere a questa domanda abbiamo bisogno di un altro elemento del romanzo che ci viene svelato dalle autrici in questa prima immersione: Electre Samaras, la protagonista.
Descritta come una donna piena di passione e molto determinata, è la proprietaria, nonché direttrice, di “Blu Cobalto”, l’esclusivo resort che occupa gran parte dell’isola.
Testarda, severa con sé stessa e con gli altri, Electre è l’erede di quest’oasi incontaminata che, nel tempo, ha avuto diversi protettori: prima i monaci di San Cosma degli Ziririmmò, poi la stessa famiglia Samaras.
Quando si scopre che Dagon è stata scelta come destinazione da un gruppo di ricerca che mira ad estrarre il metano dal territorio, Electra non esita a farsi aiutare da Kurt Petri, ambientalista ed ecologista al servizio di “Sestocontinente“.
Una minaccia incombe sull’isola e sui suoi abitanti, terreni e sottomarini.
Electre è più decisa che mai a custodire il segreto e salvare la sua terra.

Kurt ha voglia di ritrovare Electre. Non vede l’ora. Non bada alla bellezza che lo circonda. Ormeggia in fretta poi percorre il molo a grandi passi. Lei è lì, braccia conserte contro il mondo e contro di lui. Ma non se ne cura. È bella, più di quanto ricordasse. I capelli corti, schiariti del sole, non la rendono severa. Sembra una ragazzina. E sul volto abbronzato risalta la luce delle iridi grigie.

Per oggi è arrivato il momento di tornare in superficie!

A presto con la prossima immersione!

Elaysa

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