SEGNALAZIONE DEL MESE – Novità editoriali del 3 ottobre 2019

Buon pomeriggio Viaggiatori!

Secondo articolo di giornata per cercare di recuperare il tempo perso quando le mie condizioni non mi hanno permesso di scrivere sul blog.
In questa domenica ci dedichiamo alla scoperta dei libri pubblicati all’inizio del mese, in particolare alle uscite del 3 ottobre.
Spero che possiate trovare spunti utili per le vostre letture di fine anno!

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Il detenuto zero – Yiannis Karvelis (Voland)
America, 2009. All’interno della base aeronavale Langley, vicina alla città di Hampton, si è costruito un carcere di massima sicurezza a cui è stato dato il nome di Isolamento. Per elaborare i sistemi elettronici di controllo del nuovo carcere, vengono assunti tre dottorandi, geni matematici, tutti e tre immigrati di seconda generazione, un greco e due indiani. I tre ragazzi non sono messi integralmente a parte delle caratteristiche di Isolamento, ma cominciano a porsi dei problemi etici sul loro lavoro. Decidono quindi di contattare qualche giornalista e mobilitare l’opinione pubblica affinché il carcere non entri mai in funzione. Intercettati dai servizi segreti, danno l’occasione ad alcuni esponenti del gruppo dei “patriots” di imbastire una teoria di congiure e complotti antiamericani al fine di rinfocolare la paura del terrorismo. Arrestati e rinchiusi dentro Isolamento, dopo pochi giorni di detenzione, contrariamente a ogni aspettativa, riescono a evadere…

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L’ultima vedova – Karin Slaughter (HarperCollins)
Un rapimento inspiegabile. 2019. In una calda notte d’estate, Michelle Spivey, ricercatrice del CDC di Atlanta, il più famoso istituto al mondo per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, viene rapita nel parcheggio di un centro commerciale. Sembra sparita nel nulla, non ci sono indizi su chi l’abbia portata via o perché, e le autorità disperano di salvarla. Un attacco devastante. Un mese dopo, un tranquillo pomeriggio domenicale viene sconvolto dal boato di un’esplosione che scuote la terra, seguita da altre a pochi secondi di distanza. Un attentato terroristico ha devastato uno dei principali quartieri di Atlanta, sede della Emory University, di due importanti ospedali, del quartier generale dell’FBI e dello stesso CDC. Un nemico subdolo e diabolico. La dottoressa Sara Linton e il suo compagno Will Trent, investigatore del Georgia Bureau of Investigation, si precipitano sul posto e si ritrovano al centro di una cospirazione mortale che minaccia di distruggere migliaia di vite. Ma il loro istinto li tradisce… E quando anche Sara viene rapita, Will segue le sue tracce in incognito fino a un covo segreto sui monti Appalachi, mettendo a rischio la propria vita per salvare la donna che ama e sventare un massacro dalle proporzioni sconvolgenti.

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Lo stato dell’unione. Scene da un matrimonio. – Nick Hornby (Guanda)
Nick Hornby racconta la vita coniugale al tempo della Brexit in un romanzo conversazione ironico, pungente ma anche profondo: la storia di una crisi… o forse di un grande amore.
Tom, critico musicale disoccupato, e Louise, gerontologa, sono sposati da anni e pensano di avere costruito una relazione solida, finché un «piccolo sbaglio» non li spinge sull’orlo della rottura. Andare da una consulente matrimoniale sembra essere l’unica soluzione. Prima di ogni seduta, per mettere a fuoco i punti salienti di cui discutere, marito e moglie si incontrano al pub. Ed è proprio qui, al solito tavolo, davanti a una birra e a un bicchiere di vino, che i due sviscerano il loro rapporto in un fitto, divertentissimo dialogo botta e risposta. Fra ardite metafore mediche che vedono il matrimonio come un paziente moribondo, e analogie sportive tra la vita sessuale e le prestazioni di un centometrista, prende forma una domanda capitale: e se il matrimonio fosse come un computer? E se, dopo averlo aperto e smontato per capire come funziona, il risultato fosse una marea di piccoli pezzi impossibili da rimettere insieme?

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Marginalia – Edgar Allan Poe (Adelphi)
Queste pagine, in parte giornalistiche, in parte da diario segreto, ci consentono di penetrare nell’officina del sommo maestro americano, «meraviglioso cervello sempre all’erta» da cui Baudelaire diceva di aver imparato a pensare. Capzioso e oltranzista, impasto di razionalità ancora settecentesca, ruvido pragmatismo «di frontiera» e geniale nevrosi già tutta moderna, Poe, con lo sguardo implacabile di «un anatomista che sezioni un gatto» (D.H. Lawrence), impugna il bisturi e scruta “all’interno” di un cuore, di un personaggio, di una poesia, di un verso, di una parola, anche solo di una lettera dell’alfabeto. Così armato, va «al massacro delle banalità», allora come adesso troneggianti, e proprio l’inconsistenza di tanti nomi che qui s’incontrano, bersagli contro cui si scaglia, mostra per contrasto l’entità della battaglia da lui combattuta. Per questa azione di guerriglia usa la misura quanto mai elastica della nota in margine, che va da poche righe a qualche foglio, dall’aforisma-lampo al mini-saggio, e può così lasciarsi andare a bizze e ghiribizzi, plausi e insofferenze, fantasie, satire e paradossi. Per suadente contagio il lettore proverà, come scriveva Giorgio Manganelli, «la delizia maniacale del perdersi nel margine del libro, muoversi accanto alle idee».

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Favole da riformatorio – Ugo Cornia (Feltrinelli)
Attingendo alla tradizione classica delle favole, e stravolgendola, Ugo Cornia scrive e riscrive venti fabliaux contemporanei, rispettandone per argutezza lo spirito antico ma attualizzandone la critica sottesa ai comportamenti e ai costumi del nostro vivere.
Lupi sfrattati o in pensione, alci disoccupate che si ammalano di depressione, Raperonzolo, Cipollonzolo e Pomodoronzolo rapiti dalla jihad agroalimentare, un gattino che vuole diventare il gatto con gli stivali ma non ha i soldi per comprarsi gli stivali… Attingendo alla tradizione classica delle favole, e stravolgendola, Ugo Cornia scrive e riscrive venti fabliaux contemporanei, rispettandone per argutezza lo spirito antico ma attualizzandone la critica sottesa ai comportamenti e ai costumi del nostro vivere. Senza mai rinunciare alla leggerezza e a uno stile piano, accessibile, queste favole si aprono spesso allo scavo profondo dei sentimenti – per esempio ne La favola della cicogna, che «dopo una vita di lavoro indefesso, ormai stanca di tutto, aveva sviluppato in sé il sentimento dell’estrema tragicità dell’esistere, cosa che nella sua testa si traduceva nella frase “meglio sarebbe stato il non esser mai nati”». Non manca neppure l’ironia nei confronti di alcune mode editoriali, come nella favola che chiude la raccolta – quella dei personaggi di favole famose che un bel giorno hanno voluto lasciare la propria favola per trasferirsi in un noir.

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Company parade – Margaret Storm Jameson (Fazi)
Un romanzo intriso di amore in tutte le sue declinazioni: l’amore perduto, l’amore illecito, l’amore familiare, l’amore non corrisposto.
Nel 1918 la giovane Hervey Russell si trasferisce a Londra lasciandosi alle spalle il marito, ufficiale di terra dell’Air Force impiegato a Canterbury, e il figlio piccolo, che viene affidato alle cure di una nutrice. Hervey è forte e vulnerabile al tempo stesso, a muoverla è la voglia di affermarsi, ma anche il desiderio di dare al figlio le migliori condizioni di vita. Viene assunta come assistente copywriter presso un’agenzia pubblicitaria, dove lavora per David Renn, solitario e disilluso veterano di guerra; ha due amici storici, Philip e T.S., due ex soldati che hanno in mente di dare vita a un nuovo giornale; Philip è innamorato dell’amica mentre T.S. è sposato con Evelyn Lamb, direttrice e editor del «London Review». Mentre scopre la vivace scena culturale londinese, popolata da scrittori presuntuosi, intellettuali salottieri e spregiudicati uomini d’affari, Hervey è tormentata dalle sue vicende sentimentali. Il rapporto con il marito Penn non è affatto semplice: Hervey non è più innamorata di lui e ha una relazione con “l’americano”. Dal canto suo, anche Penn tradisce la moglie con la giovane Len Hammond, e la scoperta da parte di Hervey della relazione del marito accresce i problemi nella coppia. Il mondo va avanti, ma la guerra ha lasciato un segno indelebile nelle vite di tutti e ognuno, guardandosi dentro, non può fare a meno di scontrarsi con un grande buio.

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Chernobyl. 01:23:40. La storia vera del disastro nucleare che ha sconvolto il mondo – Andrew Leatherbarrow (Salani)
La storia vera del disastro che ha sconvolto il mondo, un racconto affascinante ed esaustivo che ha il ritmo incalzante di un romanzo.
Tutti gli elementi necessari a capire cosa accadde, cosa significò e cosa significa Chernobyl oggi: i dettagli tecnici, le storie umane, gli aspetti politici ed economici e il modo in cui venne gestito il disastro nucleare. Un viaggio nel luogo e nel tempo in cui tutto ebbe inizio e tutto cambiò.
All’alba del 26 aprile 1986, all’01:23:40, Aleksandr Akimov preme l’interruttore per l’arresto di emergenza del quarto reattore nucleare di Chernobyl. Quel gesto costringe alla permanente evacuazione di una città e sancisce l’inizio di un disastro nucleare che ha segnato la storia del mondo e il destino dell’Unione Sovietica. Seguiranno decenni di storie contraddittorie, esagerate e inesatte. Questo libro, il risultato di cinque anni di ricerca, è un resoconto accessibile e completo su quel che accadde realmente. Dalla disperata lotta per evitare che il nucleo di un reattore in fiamme irradiasse l’Europa, al sacrificio e all’eroismo degli uomini che raggiunsero le zone colpite da un tale livello di radiazioni che gli strumenti non riuscivano nemmeno a registrarlo, fino alla verità sui leggendari ‘liquidatori di Chernobyl’, passando dal processo portato a termine dall’URSS e dalle relative bugie. La narrazione storica si alterna al racconto del viaggio dell’autore nella città ucraina di Pripyat, ancora abbandonata, e nell’estesa Zona di esclusione di Chernobyl.
Un reportage completo che comprende fotografie dell’attuale paesaggio di Pripyat, che si legge come un romanzo.

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Le sorelle Field – Dorothy Whipple (Astoria)
Tre sorelle e tre temperamenti differenti, le loro vite a cavallo tra le due guerre mondiali e i loro diversissimi destini inesorabilmente legati ai matrimoni a cui vanno incontro. Lucy, la maggiore, costretta dalla precoce morte della madre a farsi carico del padre e delle sorelle e a rinunciare pertanto a frequentare Oxford, sposa William, un uomo rispettoso e amichevole, con il quale conduce una vita serena anche se senza figli. Vera, giovane di rara bellezza, egocentrica ed egoista, si sposa con l’adorante ma noiosissimo Brian e avrà dei figli, ma sempre sentendosi superiore e libera di fare ciò che vuole. Charlotte, descritta decenni prima che l’espressione diventasse di moda come una donna che ama troppo, sposa Geoffrey, un uomo perennemente insoddisfatto che presto si trasforma in un dittatore domestico e che la cambia da ragazza ingenua e vivace a donna profondamente infelice. Mentre gli anni passano, il contatto tra le tre donne si fa più rarefatto, ma il legame profondo creato durante l’infanzia rimane. Sorgono problemi, alcuni terribili, e mentre ciascuna desidera aiutare l’altra, tutte e tre riconoscono la necessità di vivere e affrontare il proprio destino e le proprie scelte. Alla fine Lucy, sebbene incapace di salvare Charlotte da Geoffrey e Vera da se stessa, troverà la propria missione nell’aiuto che saprà dare ai nipoti.

Elaysa

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