SEGNALAZIONE DEL MESE – Novità editoriali del 7 novembre

Buongiorno Viaggiatori!

Oggi continuiamo a spulciare tra le nuove uscite del mese, in particolare quelle del 7 novembre.
Qui sotto ve ne propongo alcune che meritano.


Storie di sfigati che hanno spaccato il mondo. Da Leopardi a Frida Kahlo a Van Gogh, vite rivedute e scorrette di 20 personaggi che hanno fatto la storia (Longanesi)
In questo nuovo volume, gli autori della pagina Facebook “Se i social network fossero sempre esistiti” raccontano venti storie di disagio, facendo luce sulle biografie di altrettanti personaggi che hanno spaccato il mondo nonostante il mondo si sia accanito su di loro come gli invitati sul buffet di un matrimonio. Se nessuno si stupirà di trovare Giacomino “Mainagioia” Leopardi in questo elenco di celebri sfigati, passerete insieme a Frida Kahlo attraverso gli “incidenti” della vita, scoprendo che a volte un bel bicchiere di tequila è il rimedio miracoloso a ogni male. Scenderete negli abissi tormentati di Poe, il poeta dell’orrore che preferiva una gita al cimitero alla compagnia dei suoi simili ancora in vita. E quando andrete a passeggio con Van Gogh vi assicuriamo zero noia, qualche gita in manicomio e più di qualche malattia venerea! Di certo c’è – e i nostri sfigati lo confermano – che, quando incontra il genio, nemmeno la sfiga resiste. D’altronde, come cantava Il Faber, dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior.

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La vita bugiarda degli adulti – Elena Ferrante (Edizioni E/O)
«Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione».

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Peredonov, il demone meschino – Fedor Sologub (Fazi)
Ottuso, volgare e superstizioso, Peredonov è un insegnante di provincia reazionario della Russia zarista, che disprezza i ginnasiali diligenti e puliti, che ama provocare con discorsi sconvenienti, diffida degli amici, teme l’autorità e si dimostra fermo sostenitore delle punizioni corporali al limite del sadismo. Ciononostante, ricchezza e successo si profilano al suo orizzonte: da Pietroburgo, la principessa Volcanskaja sembra pronta a garantirgli un avanzamento di carriera, l’agognato posto da ispettore, a patto che lui sposi Varvara, la donna con la quale già convive. E così, tutta la vita di Peredonov si focalizza su quella nomina. Mentre lui si destreggia tra audaci pretendenti e nemici che agiscono nell’ombra, combattendo con un feroce demone che lo tormenta, le sue paure lentamente si trasformano in paranoia e poi in un’ossessione che lo trascina in un abisso visionario e grottesco, che sfocia nell’orrore di una follia distruttiva. La selvaggia lascivia e l’agghiacciante crudeltà del protagonista si intrecciano con la candida amicizia tra Saša e Ljudmila, esempi di bellezza incontaminata, che lottano per la sopravvivenza nell’ambiente meschino della società di provincia.

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Lessico femminile – Sandra Petrignani (Laterza)
Inseguendo ombre, impronte, tracce volontarie, opere e fatti della vita, in mezzo a libri squadernati, annotati, la scrittrice Sandra Petrignani svela l’essenza dell’essere donne, portandone alla luce il lessico profondo: casa, abbandono, amore, cura, desiderio, dolore, passione. È la ricerca di un senso della vita indagato da una prospettiva femminile, questo viaggio fra le parole di scrittrici e filosofe: Virginia Woolf, Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Marguerite Duras e moltissime altre.

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Storie dalla Corea. Un’antologia della letteratura coreana della prima metà del Novecento (Atmosphere Libri)
Incontriamo il racconto coreano più raffinato. Questa antologia di 12 racconti di otto scrittori (Kim Dong-in, Kim Yu-jeong, Hyun Jin-geon, Kim Nam-cheon, Ch’ae Man-sik, Lee Hyoseok, Yi Kwang-su, Yi Sang) ci porta l’essenza della letteratura coreana moderna, che copre i primi anni del 1900 fino alla metà del secolo scorso. Ogni racconto offre una finestra sulla cultura, la storia e i pensieri dei coreani. Le storie sono organizzate in storie d’origine, storie d’amore e matrimonio, bellezza e fantasia.

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Cuorebomba – Dario Levantino (Fazi)
A Brancaccio, periferia degradata, l’unico modo per difendersi dalla ferocia del quartiere è la famiglia. Ma le famiglie, si sa, sono infelici per definizione e così quella di Rosario. Il padre ha un’altra donna, un altro figlio, e ora è in carcere per spaccio di sostanze dopanti. La madre Maria, invece, scoperta la doppia vita del marito, si ammala di anoressia. Su questo equilibrio precario piomba la scure dei servizi sociali: Maria finisce in una clinica per disturbi alimentari, Rosario in una casa-famiglia. Ispirato dalle sue letture clandestine, il ragazzo diventa così una sorta di Oliver Twist, in lotta contro una legge folle che, nel nome dei diritti dei minori, recide i legami e separa le persone dagli affetti più cari. Nella sua guerra al malaffare che gira intorno ai servizi sociali e nel tentativo di ricongiungersi alla madre, il protagonista però nulla potrà contro le estreme conseguenze di una sentenza definitiva. Fortuna che c’è Anna, ragazza di poche parole, misteriosa e magnetica, a donare a Rosario la luce di una rivelazione: esiste un solo veleno contro la morte ed è l’amore.

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Casa di foglie – Mark Z. Danielewski (66th and 2nd)
Quando la prima edizione di Casa di foglie iniziò a circolare negli Stati Uniti, affiorando a poco a poco su Internet, nessuno avrebbe potuto immaginare il seguito di appassionati che avrebbe raccolto. All’inizio tra i più giovani – musicisti, tatuatori, programmatori, ecologisti, drogati di adrenalina –, poi presso un pubblico sempre più ampio. Finché Stephen King, in una conversazione pubblicata sul «New York Times Magazine», non indicò Casa di foglie come il Moby Dick del genere horror. Un horror letterario che si tramuta in un attacco al concetto stesso di «narrazione». Qualcun altro l’ha definita una storia d’amore scritta da un semiologo, un mosaico narrativo in bilico tra la suspense e un onirico viaggio nel subconscio. O ancora: una bizzarra invenzione à la Pynchon, pervasa dall’ossessione linguistica di Nabokov e mutevole come un borgesiano labirinto dell’irrealtà. Impossibile inquadrare in una formula l’inquietante debutto di Mark Z. Danielewski, o anche solo provare a ricostruirne la trama, punteggiata di citazioni, digressioni erudite, immagini e appendici. La storia ruota intorno a un misterioso manoscritto rinvenuto in un baule dopo la morte del suo estensore, l’anziano Zampanò, e consiste nell’esplorazione di un film di culto girato nella casa stregata di Ash Tree Lane in cui viveva la famiglia del regista, Will Navidson, premio Pulitzer per la fotografia, che finirà per svelare un abisso senza fine, spalancato su una tenebra senziente e ferina, capace di inghiottire chiunque osi disturbarla.

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Stagione di caccia – Emiliano Pagani, Bruno Cannucciari (Tunuè)
In un paesino immerso nei boschi, tre donne gestiscono un’azienda agricola di prodotti biologici; il borgo è popolato da cacciatori che non vedono di buon occhio l’attività delle donne: troppo moderna rispetto alle tradizioni. La vita del posto è scandita da attività sempre uguali e la caccia ai cinghiali, così popolosi nella zona, è la principale. Tra gli abitanti è soprattutto Bruno, il capo cacciatore, a polemizzare sull’attività dell’azienda che è così lontana dalle abitudini degli abitanti di quelle terre. La tensione si acuisce quando iniziano a verificarsi dei furti. I cacciatori hanno già il colpevole: sono convinti che siano stati dei migranti; tutto ciò che è diverso dalla loro quotidianità appare come una minaccia. I migranti sono visti come invasori, ma nel frattempo la vera invasione sembra essere a opera dei cinghiali, sempre più popolosi nella zona del bosco.

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Oscuri segreti di famiglia – Alex Marwood (Newton Compton)
“Chiedo scusa a tutti per l’email collettiva, ma ho disperatamente bisogno del vostro aiuto. La mia figlioccia, Coco Jackson, è scomparsa dalla casa della sua famiglia a Bournemouth nella notte tra domenica e lunedì 30 agosto, il fine settimana scorso. Coco ha tre anni.” Quando la piccola Coco sparisce durante una festa di compleanno in famiglia, i media impazziscono. I suoi genitori, infatti, sono ricchi e influenti, così come gli amici che ospitavano nella loro casa al mare. Ma che cos’è successo davvero a Coco? Dodici anni dopo le persone presenti durante quella terribile notte si ritrovano per la prima volta riunite ancora, per celebrare il funerale del padre della bambina scomparsa. E i segreti del passato cominceranno gradualmente a riemergere.

Ci sono titoli che vi incuriosiscono?
Parliamone!

Elaysa

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