I monologhi della vagina – RECENSIONE

Buon pomeriggio Viaggiatori!

25 novembre. Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Per l’occasione ho deciso di pubblicare oggi la recensione di I monologhi della vagina di Eve Ensler.
Ho acquistato questo libro principalmente per curiosità.
Ben consapevole dell’imbarazzo che si crea, tra la gente, quando si affrontano determinati argomenti, sono rimasta molto stupita nello scoprire l’esistenza di questo libro e vederlo sugli scaffali.
Senza saperlo, il libro aveva già raggiunto il suo obiettivo.

Hanno provato a impedirci perfino di nominare alcune delle parti più preziose del nostro corpo.
Ma ecco ciò che ho imparato. Se una cosa non viene nominata, non viene vista, non esiste

Colpire. Parlarne. Abbattere le barriere che da sempre la società erige intorno ad argomenti quali il sesso, gli organi genitali (ma attenzione, solo se femminili!), le mestruazioni, la violenza.
La domanda che sorge spontanea è: perché continuiamo a far finta di nulla?
Non dico che dovremmo parlare dei nostri dolori mestruali o dei nostri problemi ormonali alla prima persona che ci passa davanti… ma neanche ignorare l’indifferenza su questo tema.

In quanto donna, sono sempre stata molto sensibile a certe tematiche.
In quanto donna con determinati problemi, sono stata sempre aperta al dialogo su questi argomenti.
In quanto Donna vorrei che le cose cambiassero. Vorrei che la società iniziasse a prendere in considerazione la violenza.
Il dolore.
Lo stupro.
In quanto Donna credo che il primo cambiamento debba venire da noi. Dalle Donne.

Conosco Donne guerriere, donne che da sempre hanno dovuto fare i conti con il loro essere donna.
Donne che hanno conosciuto la sofferenza, quella con la S maiuscola.
Donne che hanno combattuto.
Donne che stanno combattendo.
Donne che non si sono arrese davanti a niente.

Allo stesso modo, conosco Donne indifferenti. Donne che, nella loro ingenuità, credono di essere invincibili. Intoccabili.
Donne che sottovalutano il loro essere donna.
Donne che se ne fregano della prevenzione, “tanto non ho niente”.
Donne che restano indifferenti ai loro problemi ormonali, “tanto ho sempre avuto questi dolori”.
Donne che non si prendono cura di loro stesse, non come dovrebbero.

E poi ci sono Donne a cui è stata strappata la voglia di vivere.
Donne violentate.
Stuprate.
Private della loro essenza.
Private di ciò che le rende donne.
Private anche della vita.

Infine, ci sono gli uomini.
Padri.
Partner.
Ex fidanzati.
Fratelli.
Gelosi. Possessivi. Ossessivi. Violenti. Assassini.

Ci sono tante donne nel mondo e le statistiche dicono che UNA su TRE è vittima di violenza.
Domestica. Fisica. Psicologica.
Tante donne, tante testimonianze.
I monologhi ne racchiude oltre 200.
I monologhi è sostanzialmente una raccolta, scritta nel 1994, divenuta poi opera teatrale (1996).
Un’opera che ha fatto il giro del mondo, partendo da Manhattan, 20 anni fa.
Col tempo, sempre più donne si sono fatte avanti con l’autrice raccontando la loro esperienza.
Esperienza di donna violentata, violata, frustrata.
Ed ecco che le testimonianze sono aumentate, di volta in volta.

Nel libro potete trovare testi ironici, che vi faranno sorridere.
Testi crudi.
Testi forti.
Testi violenti.
Testi che non sono quello che sembrano.

Eve Ensler, attivista newyorkese, ha deciso così di fondare un movimento, il V-Day.
Nato il 14 febbraio del 1998, il movimento aveva lo scopo di mostrare al mondo la realtà delle cose.
Attraverso la rappresentazione dei Monologhi, il V-Day è impegnato anche nella raccolta fondi nel tentativo di aprire centri per le vittime di stupro e per difendere i loro diritti.

Si tratta di un movimento in continua espansione.
Il mondo si sta finalmente rendendo conto della gravità del problema.
Nel libro troverete informazioni molto dettagliate sulla nascita e sulla crescita di questo movimento, sui loro obiettivi (raggiunti e futuri).

Ve lo consiglio? Assolutamente si!
Che siate donne o uomini, non ha importanza. E’ un libro illuminante. Crudo quanto basta per raggiungere il suo scopo. Colpire. Dritto al cuore. Dritto alla coscienza di ognuno di noi.

Elaysa

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