LIBRI "NI" DEL 2019

Buonasera Viaggiatori!

Dopo il recap dei giorni scorsi, è arrivato il momento di stilare una lista più precisa delle letture fatte.
Partiamo dal bilancio più difficile da fare, quello dei libri che mi hanno convinto meno in questo 2019.
E’ sempre complicato mettere nero su bianco certi giudizi ma, come afferma un modo di dire inglese eat that frog (letteralmente manda giù quella rana)… in sostanza, è inutile procrastinare e rimandare cose che non ci piace fare… tanto prima o poi dovremo farlo comunque quindi… basta chiacchiere e iniziamo!

Fortunatamente l’elenco non è lungo: sono solo 4 i titoli che sono stati inseriti.
Inoltre, nessuno dei quattro è stata un completo e reale flop.
Diciamo che, nella maggior parte dei casi, avevo delle aspettative altissime che non sono state soddisfatte pienamente. In ogni caso però, ho cercato di trovare il lato positivo.

A malincuore, primo libro della lista e forse l’unico davvero deludente, La ragazza che doveva morire di David Lagercrantz. Sesto e ultimo volume della tanto amata trilogia (o meglio dovrei dire saga) di Millennium iniziata nel lontano 2004 da Stieg Larsson con il libro che diventò subito un caso editoriale all’epoca ovvero Uomini che odiano le donne (vi lascio la recensione qui).
Non vi ho ancora parlato nel dettaglio di questo ultimo episodio ma lo farò presto.
Purtroppo il libro non mi è piaciuto, non mi ha coinvolta in nessun modo. L’ho trovato confusionario e per niente in linea con il resto della saga. Unica nota positiva il finale che forse ha risollevato un po’ il mio morale.

Proseguiamo con una lettura che volevo fare da tanto tempo. Sto parlando di Il profumo di Patrick Suskind.
Scritto in maniera magistrale. Caratterizzazione dei personaggi veramente buona. Trama ben architettata. Notevole anche la descrizione dei profumi e degli odori: Suskind è stato veramente un maestro nell’evocare ogni singolo profumo che fosse di fiori o di carne bruciata.
Vi starete chiedendo allora perché sta in questa lista? Semplicemente per un mio errore iniziale ovvero l’aver visto il film prima di leggere il libro.
Il punto è che questo libro era introvabile quindi ad un certo punto mi sono accontentata (si fa per dire visto il calibro del film) di guardare la trasposizione cinematografica.
Di conseguenza, quelli che dovevano essere i colpi di scena del romanzo, per me non lo sono stati.
Quindi no, il libro non merita di essere scritto qui ma bisogna essere obiettivi e, volendo valutare il tutto, questa è la realtà.
Il film è davvero stupendo ma, se non volete rovinarvi il piacere di leggere un bel libro, non fate il mio stesso errore.

Altro libro, che come il precedente, oggettivamente, non meriterebbe di essere in questa lista, è Incantesimi nelle vie della memoria di Giuseppe Gallato.
A maggior ragione in questo caso ci tengo a precisare che il difetto è solo e soltanto mio. E’ il classico esempio in cui l’unico commento potrebbe essere: questione di gusti!
Si tratta di una raccolta di racconti in cui, il filo conduttore, è il tema dell’onirico.
Nessuna critica nei riguardi della scrittura e della costruzione della raccolta in quanto tale.
Semplicemente, ho avuto la conferma che questo genere non fa per me.
Non voglio dilungarmi eccessivamente in questa sede.
Qui invece potete trovare la recensione che ho scritto subito dopo averlo letto e vi consiglio di leggerla se volete farvi un’idea più precisa e approfondire il tutto.

Ultimo titolo, inaspettatamente in questo elenco: L’uomo in fuga di Stephen King.
Ahimé si, ancora una volta King è finito nella “flop list” delle letture fatte. L’anno scorso era stata la volta di La scatola dei bottoni di Gwendy, una delusione totale.
Questa volta però è diverso, quest’anno fa ancora più male perché non mi sarei mai aspettata che potesse succedere una cosa simile.
Stephen King, la mia certezza.
Ma andiamo per ordine perché, come sopra, nel complesso il libro non mi è dispiaciuto.
Innegabile la fantasia dell’autore e la sua capacità di dare voce e forma ai suoi pensieri più complessi.
Il romanzo è ambientato nel 2025, in un futuro distopico in cui tutti i cittadini sono perennemente controllati e spiati.
Descrizioni dettagliate; scenario costruito a regola d’arte.
Tuttavia, mi aspettavo qualcosa di diverso. Il ritmo infatti risulta troppo lento e questo è stato un grande punto a sfavore che ha pesato su tutto il giudizio.
Qui trovate la recensione dettagliata.


Per stasera è tutto,
a presto con la parte bella del bilancio!

Elaysa

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