Millennium 6: La ragazza che doveva morire – RECENSIONE

Buon pomeriggio Viaggiatori!

Lunedì per i lettori di questo blog è sinonimo di nuova recensione e quindi eccomi qui.
Nonostante gli impegni, lo studio e le mille cose da fare sto trovando un po’ di tempo per dedicarmi al mio spazio che, proprio oggi, compie 2 anni! 🎉

Credo di avervi raccontato, da qualche parte qui sul blog, la sua nascita. Lo scopo, ovviamente, era quello di condividere con altre persone le mie impressioni riguardo i libri letti.
Ieri, mentre riflettevo sulle recensioni ancora da scrivere, mi sono accorta che una di queste riguardava un libro appartenente alla serie con cui ho iniziato a scrivere qui.
Quindi… quale modo migliore per festeggiare?

Era il lontano 2004 quando Stieg Larsson scrisse e pubblicò il primo volume della serie, Uomini che odiano le donne.
Era il 26 gennaio 2018 quando io pubblicavo la mia prima recensione sul blog del romanzo L’uomo che inseguiva la sua ombra, quinto volume della serie, scritto da David Lagercrantz.

Inizialmente concepita come una trilogia, negli anni si è decisamente trasformata diventando una storia complessa e intricata che, alla fine, ha necessitato di ben 6 volumi prima di giungere a compimento.
Inoltre, il destino ha voluto che in realtà la serie potesse essere idealmente divisa in 2 trilogie in quanto c’è stato un passaggio di testimone da Larsson (scomparso prematuramente proprio nel 2004) a Lagercrantz.

Il libro protagonista della recensione di oggi è La ragazza che doveva morire di David Lagercrantz, edito Marsilio.
Uscito a fine agosto 2019, è il sesto volume della serie di Millennium, di cui probabilmente avrete già sentito parlare.

Essendo l’ultimo volume della serie non ho intenzione di dilungarmi nel raccontarvi la trama perché rischierei di dirvi troppo.
In generale, la vicenda, anche in questo caso, è estremamente intrigata come si conviene ad un thriller di questo calibro.
I personaggi centrali sono sempre gli stessi, almeno sulla carta.
Trovo infatti che in questo sesto volume, i due cardini dell’intera vicenda, Lisbeth e Mikael rispettivamente, siano stati messi un po’ troppo da parte.
Sono infatti intervenute altre figure, alcune più caratterizzate di altre; alcune più memorabili di altre ma nessuna che sia stata in grado di imporsi e di prendere davvero la scena.
Da lettrice, sono rimasta un po’ delusa per questo epilogo. E’ come se fosse mancato un nucleo centrale.
Tanti eventi, tante storie e, purtroppo anche tanta confusione.

Nonostante tutto però, bisogna fare i complimenti a Lagercrantz perché si è trovato a dover raccogliere una grande eredità ed è stato all’altezza del compito. Indubbiamente, da lettrice, ho sentito la differenza tra i due autori per quanto riguarda il loro stile di scrittura, tant’è che il primo volume scritto da Lagercrantz (quarto della serie) non mi aveva particolarmente entusiasmata.
Sorvolando su questa piccola difficoltà iniziale, successivamente è stato tutto un crescendo.

Da questo ultimo volume sicuramente mi aspettavo altro.
Me lo aspettavo diverso.
La tensione c’era, ed era palpabile ma, come già detto, essendo affezionata ai due protagonisti, avrei voluto che fossero più presenti.
All’inizio non mi convinceva per nulla e sono stata quasi tentata ad abbandonarlo. Le prime 150 pagine sono state difficili da mandare giù. Tutto troppo lento e diverso da ciò che mi aspettavo.
Diciamo che non c’è stata da subito la scintilla, come invece era successo nei precedenti romanzi.
A mio parere il colpo di scena è arrivato troppo tardi, quando ormai il brodo era stato allungato all’esasperazione.

⭐⭐⭐/5

Se siete curiosi di sapere cosa ne penso degli altri volumi della serie (bellissima!!), sul blog potete trovare tutte le recensioni dedicate ad ognuno di essi.

A presto Viaggiatori!

Elaysa

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