RECAP – Letture di questo strano 2020

Buon pomeriggio Viaggiatori!

Alla fine ho preso coraggio e, dopo aver pubblicato l’articolo di wrap-up con le ultime letture del 2020, mi sono messa a scrivere quello di recap con il riassunto di tutti i libri letti nel 2020.

Non credo servano premesse per introdurre quello che è stato il 2020 per il mondo intero, lo sappiamo tutti. Volendo guardare il lato positivo, in linea di massima, la situazione generale ha permesso a molti lettori di avere più tempo a disposizione da dedicare alla lettura. Di conseguenza, hanno potuto distrarsi dalla realtà che li circondava e approdare in altre vite, persone, storie.
Al contrario, altre persone si sono completamente bloccate, sono state travolte dai pensieri, dall’ansia e dalla paura a tal punto da non riuscire più (o quasi) a leggere.

Ecco, devo dire che io mi trovo a metà tra le due.
Durante il 2020 infatti, nonostante tutto, sono state altre le cose che mi hanno impedito di leggere quanto avrei voluto. In primis l’università, le lezioni e gli esami.
Anche in questo caso, volendo vedere il lato positivo della medaglia, è stata una fortuna che l’università si sia organizzata in questo senso.
Inoltre, ancora una volta, mi sono trovata a dover affrontare un intervento chirurgico, una nuova convalescenza e altre preoccupazioni per quanto riguarda il decorso post operatorio. Molte delle visite di controllo sono state annullate e forse è stata questa condizione a farmi perdere concentrazione. Fortunatamente però sono riuscita a compensare e ho dedicato anima e corpo alla conclusione del mio percorso universitario.

Mese dopo mese, raramente mi sono prefissata degli obiettivi di lettura, ben consapevole del fatto che non li avrei rispettati (vedi TBR di dicembre).
Ho cercato di smaltire il più possibile i libri che avevo accumulati in libreria da tempo e, in questo, sono stata molto soddisfatta perché credo di essere riuscita nell’intento.
Va da sé che ho comprato pochissimi libri in questo 2020, complice anche il fioretto che avevo fatto a fine febbraio: non comprerò più libri finché non avrò finito gli esami.
In realtà poi mi sono concessa un regalino alla fine della sessione estiva (30 giugno) per poi non acquistare più nulla fino ad ottobre una volta terminati gli esami.

Non avevo stilato buoni propositi di lettura per questo 2020, motivo per cui non mi sono sentita in colpa per come è andato l’anno.
Ma quanti libri ho letto? Pochi, me ne rendo conto. Soltanto 17 (nel 2018 erano stati 32).

Ho iniziato l’anno con Shining di Stephen King che purtroppo ho abbandonato perché l’ho trovato pesante per il momento che stavo attraversando. Ovviamente gli darò una seconda possibilità in futuro.
I libri che invece mi hanno accompagnato verso il 2021 sono stati Il mio anno di riposo e oblio di Ottessa Moshfegh (Feltrinelli) e Ladykiller di Martina Cole (La Corte Editore).

In generale poteva andare meglio ma sono contenta di aver letto qualche titolo che attendeva il suo turno da tempo.
La maggior parte dei libri si sono rivelati ottime letture. C’è stata soltanto una vera delusione ovvero il romanzo di Fausto Rampazzo, La coreografia del dubbio.
Tra i libri migliori sicuramente Una morte dolcissima di Simone de Beauvoir, un’autrice che ho scoperto quest’anno e di cui voglio leggere assolutamente altro e La separazione del maschio di Francesco Piccolo.
Tutti gli altri titoli sono a pari merito. Tra questi alcuni sono stati più memorabili di altri ma tutti assolutamente validi.

Non vi cito tutti i libri perché potete recuperare facilmente i titoli guardando la foto.
Una cosa che vorrei fare però è aggiungerli a Goodreads (ebbene sì, sono tornata in quel magico mondo). Nei prossimi giorni mi prenderò del tempo per aggiungerli e lasciarvi anche la valutazione per ciascuno.
In ogni caso, vi ho parlato di tutti i libri in un articolo-recensione qui sul blog eccetto quelli appena terminati.

Propositi per questo 2021?
Riuscire a ritagliarmi più tempo da dedicare alla lettura. Infatti mi sono resa conto che molto spesso ho sacrificato la mezz’ora di lettura per fare altre cose che potevano benissimo aspettare. Devo lavorare un po’ di più su me stessa e ridimensionare questo senso del dovere che sento continuamente nei confronti del mondo. Certo, se una cosa deve essere fatta si fa, ci mancherebbe. Ma ciò non significa dover SEMPRE sacrificare il tempo per sé stessi.

Mi piacerebbe molto partecipare a qualche gruppo di lettura (ad esempio quello sui #mattonirussi) ma non voglio sentirmi obbligata a fare niente.
Con questo non intendo dire che non stilerò più una TBR in vita mia ma cercherò di prendere tutto con più leggerezza perché, come dico sempre, la lettura deve rimanere un piacere anche quando ci prefiggiamo degli obiettivi.
Deve essere la nostra salvezza, non una croce.

Sarei ipocrita se dicessi di essere pienamente soddisfatta dal numero dei libri letti nel 2020.
No, non lo sono semplicemente perché sono consapevole di poter fare molto di più. Allo stesso tempo però, non posso accanirmi né prendermela con nessuno se altre circostanze mi hanno tenuta impegnata mentalmente.
Mi rifarò, ci rifaremo.

Vi rinnovo i miei auguri di Buon Anno nella speranza che sia ricco di cose belle e, soprattutto, belle letture! 🥂

A presto,

Elaysa

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