Ehi tu, leggi l’incipit! 📖

Buon pomeriggio Viaggiatori!

Finalmente è arrivato il momento fatidico.
Dopo tanti ripensamenti, due sere fa ho scelto la prima lettura del 2021 che, tra l’altro, è stato anche l’ultimo acquisto del 2020.
Il libro in questione, come potete dedurre, è La città dei vivi di Nicola Lagioia.
Uscito a settembre scorso, questo romanzo di true crime ha fatto molto discutere dividendo la comunità dei lettori.

Io non vedevo l’ora di leggerlo e per ora si sta rivelando all’altezza delle aspettative.

Titolo: La città dei vivi
Autore: Nicola Lagioia
Tratto da: Parte prima


Il 1° marzo del 2016, un martedì con poche nuvole, i cancelli del Colosseo si erano appena spalancati per consentire ai turisti di ammirare le rovine più famose del mondo.
Migliaia di corpi camminavano verso le biglietterie. Chi inciampava nei sassi. Chi si alzava sulle punte per misurare la distanza dal Tempio di Venere. La città, lì sopra, cucinava la rabbia nel proprio stesso traffico. negli autobus in avaria già alle nove del mattino. Gli avambracci scandivano gli insulti dai finestrini aperti. A bordo strada i vigili compilavano multe che nessuno avrebbe mai pagato.
«Seee… vajelo a di’ ar sindaco!» L’addetta alla biglietteria numero quattro scoppiò in una risata beffarda, provocando l’ilarità delle colleghe.
L’anziano turista olandese la guardò stupito al di là del vetro. Nel pugno brandiva i due biglietti falsi che due falsi addetti al sito archeologico gli avevano venduto poco prima.
Questa, di andare a protestare dal sindaco, era tra le battute più ripetute delle ultime settimane. Nata negli uffici comunali, si era diffusa tra i tassisti e gli albergatori e i netturbini e i venditori di grattachecche a cui pure, in mancanza di una più chiara autorità, i turisti chiedevano aiuto tra gli infiniti disservizi cittadini.

[…]

La battuta riscuoteva tanto successo perché a Roma, in quel periodo, un sindaco non c’era. il comune era commissariato. Un’indagine giudiziaria denominata Mondo di Mezzo aveva messo a soqquadro la città. Erano sotto processo assessori, consulenti, notabili, dirigenti comunali, pubblici ufficiali, faccendieri, imprenditori, criminali comuni in numero stupefacente. Rarità nella rarità: a Roma c’erano due papi.

[…]

Venerdì 4 marzo fu commesso l’omicidio.

Il giorno dopo Roma fu inondata dalla pioggia.

E’ un incipit sicuramente diverso dal solito.
Leggendo queste righe riusciamo ad immaginare Roma davanti a noi, a sentire il vociare delle persone che percorrono i sentieri interni alla città, felici di poterla finalmente ammirare.
L’autore ci fornisce il contesto e, anche se non ce lo dice chiaramente, noi percepiamo qualcosa di strano.
E’ stata definita atmosfera decadente che rispecchia perfettamente ciò che accadrà dopo.

Elaysa

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