SEGNALAZIONE DEL MESE – Novità editoriali Adelphi

Buon pomeriggio Viaggiatori! 📚

Siamo giunti alla fine della prima settimana di questo 2021.
Ci stiamo entrando lentamente, passo dopo passo.
Dopo le feste e il relax, oggi è arrivato il momento di scoprire le novità editoriali di Adelphi per questo primo periodo dell’anno.

«Questo non è un racconto» – Leonardo Sciascia (Piccola Bibilioteca Adelphi)
In un’aula giudiziaria, una donna vestita di nero accusa il capomafia che ha fatto ammazzare suo marito e poi anche suo figlio: «Loro sono venuti meno alla legge dell’onore,» dichiara «e perciò anch’io mi sento sciolta». Pur di vendicarli ha accettato di «dispiacere ai morti» – di infrangere le regole cui si erano sottomessi. Quella donna è Serafina Battaglia, testimone di giustizia nella Palermo dei primi anni Sessanta, devastata dai regolamenti di conti mafiosi. Ma il testo che ne evoca la «vindice inflessibilità» non è un racconto: è uno dei tre memorabili soggetti che Sciascia, realizzando un’antica vocazione – diventare regista o sceneggiatore -, ha scritto per il cinema, e che sono sinora rimasti inediti. Nata alla fine degli anni Venti nel «piccolo, delizioso teatro» di Racalmuto trasformato in cinematografo, e in seguito febbrilmente alimentata, la sua passione per il cinema è del resto sempre stata travolgente: «per me» ha confessato «… il cinema era allora tutto. Tutto». E ha suscitato, fra il 1958 e il 1989, acute riflessioni affidate ai rari scritti pure qui radunati: sull’erotismo nel cinema, sulla nascita dello star system, sul periglioso rapporto tra opere letterarie e riduzioni cinematografiche. Nonché splendidi ritratti: come quelli di Ivan Mosjoukine, dal volto «affilato, spiritato, di nevrotica malinconia», di Erich von Stroheim, «l’ufficiale austriaco che ha dietro di sé il crollo di un impero», o ancora di Gary Cooper, «eroe della grande e libera America» – vertiginosamente somigliante al sergente americano che nell’estate 1943 avanzava al centro della strada «fulminata di sole» di un paese della Sicilia.

Dolore – V.S Naipaul (Microgrammi)
Uno degli ultimi scritti di Naipaul – e anche uno dei suoi più rivelatori.

La casa dei ricchi – Carlo Emilio Gadda (Microgrammi)
Nel 1948 le «miserrime configurazioni argentarie» spingono Gadda ad accettare un arduo incarico: ricavare dal “Pasticciaccio” non ancora completato (ne erano uscite solo cinque puntate in rivista) il soggetto di un film. “Il palazzo degli ori” gli costa un mese di fatica, ma non soddisfa la Lux Film, che gli chiede di riscriverlo e, soprattutto, compendiarlo: nasce così “La casa dei ricchi”, che presentiamo qui per la prima volta.

Żubrówka. Una storia di Natale – Sarban (Microgrammi)
In Arabia la notte di Natale può fare parecchio caldo. E se da una credenza, in una casetta dei sobborghi di Jedda, viene fuori una bottiglia di Zubrówka – la vodka del bisonte – può capitare di ascoltare strane storie. Storie che portano molto lontano, nel gelo della taiga siberiana e anche oltre, là dove le carte geografiche non arrivano, e che soltanto Sarban sa raccontare.

Perché non eravamo pronti – David Quammen (Microgrammi)
Le nuove ricerche di Quammen sulla pan­demia globale. Sapevamo come, e anche dove, i coronavirus ci avrebbero potuto colpire, eppure – eppure siamo a oggi, all’oggi inquietante e incerto da dove partono, proprio con questo testo.

Per le sei corde – Jorge Luis Borges (Microgrammi)
Il 1965 è decisamente per Borges l’anno del tango: nel giugno esce il disco “El Tango” di Astor Piazzolla, dove per la prima volta venivano musicati suoi testi, e nel novembre il volumetto di milonghe “Per le sei corde”, che qui presentiamo. Due novità accompagnate, nell’ottobre, dal ciclo di quattro conferenze di recente tornato alla luce, “Il tango” (2016; Adelphi, 2019).

Piccoli addii – Giovanni Mariotti (Microgrammi)
In questo piccolo libro Giovanni Mariotti parla di un’epoca in cui le donne portavano le calze velate e la volpe al collo, in cui era possibile acquistare le sigarette sciolte, in cui esistevano ancora la carta assorbente e i treni a vapore. Rielaborando appunti e ritagli di suoi vecchi articoli, ha conferito a ogni pagina uno smalto letterario che si riallaccia a una nobile e antica tradizione italiana: l’elzeviro. E ogni ricordo acquista nelle sue pagine la lucentezza di un gioiello.

Elaysa

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