SEGNALAZIONE DEL MESE – Novità editoriali Adelphi

Buongiorno Viaggiatori!

Anche se con un po’ di ritardo, oggi recuperiamo le novità editoriali targate Adelphi del mese di marzo.
Come al solito trovate qui sotto la sinossi e i libri linkati ad Amazon con cui sono affiliata.

Lezioni di letteratura russa – Vladimir Nabokov (Biblioteca Adelphi)
Due volte esule, dalla Russia comunista e dall’Europa nazista, negli Stati Uniti Na­bokov insegnò per quasi vent’anni lettera­tura russa al Wellesley College e in seguito alla Cornell University. Erano lezioni me­morabili in cui, con paziente tenacia, ri­chiamava l’attenzione su oggetti o partico­lari che sembrano non avere alcuna ri­levanza artistica: la borsa rossa di Anna Karenina; la fetta di cocomero che Gurov mangia rumorosamente in una stanza d’al­bergo nella Signora col cagnolino o il vestito «serpentino» di Aksin’ja in un altro rac­conto di Čechov, «artista perfetto»; la ruo­ta del tondeggiante calesse sul quale, in Anime morte di Gogol’, il tondo Čičikov, i­postasi dell’enfia volgarità universale, ar­riva nella città di NN. Maestro atipico, spe­ricolato, Nabokov avrebbe voluto trasfor­mare gli allievi in «buoni lettori», quelli che non leggono un libro per identificarsi con i personaggi, e tantomeno per impara­re a vivere, giacché la vera letteratura – gio­co sacro, superiore forma di felicità – non insegna nulla che possa essere applicato ai problemi della vita. Metteva in guardia con­tro il veleno ideologico del «messaggio» e contro ogni tentativo di cercare la famige­rata «anima russa» nell’opera di giganti come Tolstoj, Čechov, Gogol’ e il pur disa­mato Dostoevskij. Il professor Nabokov non ha alcun metodo, alcun approccio criti­co: con gli unici strumenti della passione e di una precisione infinita, si limita a sco­prire la magia delle parole nelle loro più segrete combinazioni. E noi, come i suoi studenti, lo ascoltiamo incantati mentre va dritto al cuore di questo o quel capolavoro.

Arte a parte – Tullio Pericoli (Piccola Biblioteca)
Da qualche anno Tullio Pericoli conduce su se stesso, nel suo studio, una serie di curiosi esperimenti, di cui poi racconta i risultati in forma di libro. L’ultimo – questo – è per certi versi il più audace. Si trattava infatti di mettere alla prova gli occhi della fronte (come li chiama Pericoli) e gli occhi della mente, chiedendo ai primi di controllare tutto quello che la mano al lavoro faceva, e intanto ai secondi di addentrarsi nei «corridoi bui del cervello», riportando tutto quello che di inusuale gli accadesse di notare. I risultati della ricerca sono tanti quante sono le pagine di questo libro. In alcuni i lettori riconosceranno l’autore, ma altri hanno sorpreso lui per primo, spingendolo ad esempio a modi nuovi di vedere la pittura. Modi che Pericoli tenta di mettere definitivamente a fuoco anche per la via che gli è più naturale – ridisegnando cioè a matita le opere di alcuni suoi spiriti guida, da Morandi a Saenredam, alla ricerca dei loro segreti.

Minotauro – Friedrich Dürrenmatt (Piccola Biblioteca)
Con i versi di una ballata, che a stento riescono a contenere l’impeto affabulatorio, Friedrich Dürrenmatt, come già nella Morte della Pizia, si inoltra sul terreno del mito. Il suo minotauro, creatura terrifica e insieme innocente, imprigionato in un labirinto che è un intricato gioco di specchi, si dibatte alla ricerca di una via d’uscita, in primo luogo da se stesso. E nel turbine di immagini in cui il mostro si perde, e si scopre, il mito rifulge di nuova luce.

Elaysa

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