Ehi tu, leggi l’incipit! đź“–

Buongiorno Viaggiatori!

Stamattina vi propongo l’incipit del libro che ho finito di leggere qualche giorno fa ovvero La mia prediletta di Romy Hausmann.
Si tratta di un thriller psicologico che ha appassionato migliaia di lettori tedeschi fin dalla sua prima uscita e sembra stia avendo lo stesso successo in Italia grazie alla pubblicazione da parte di Giunti. Traduzione di Alida Daniele.

Titolo: La mia prediletta
Autore: Romy Hausmann


SCOMPARSA A MONACO STUDENTESSA DI 23 ANNI
Monaco – La polizia sta investigando sulla scomparsa di Lena Beck (23) da Monaco-Haidhausen. Nella notte tra mercoledì e giovedì, secondo i testimoni, la studentessa sarebbe stata vista fino alle cinque del mattino a una festa nel quartiere di Maxvorstadt. Sulla strada di casa la ragazza ha telefonato a un’amica. Da allora il suo cellulare risulta esseere spento. Le ricerche della polizia, svoltesi nella giornata di venerdì nell’area metropolitana di Monaco, non hanno portato ad alcun risultato. Lena Beck è alta 1,65 m, minuta di costituzione e ha i capelli biondi lunghi fino alle spalle. Indossava un top argentato, jeans neri, stivali neri e un cappotto blu scuro.

Il primo giorno perdo il senso del tempo, la mia dignitĂ  e un molare. In compenso guadagno due figli e un gatto. Ho dimenticato i loro nomi, tranne quello del gatto, la Signorina Tinky. Ho anche un marito. E’ alto, ha i capelli corti e scuri, gli occhi grigi. Lo osservo con la coda dell’occhio, seduta vicino a lui sul divano logoro. Nel suo abbraccio sento pulsare i lividi che mi percorrono la schiena dall’alto verso il basso, come se ognuno avesse un proprio battito cardiaco. Sulla mia fronte brucia un taglio. Ogni tanto mi si offusca la vista, o vedo come dei lampi bianchi. Allora provo semplicemente a respirare.
E’ difficile capire se sia davvero sera, o se invece è stato lui a decidere così. Le finestre sono sigillate con pannelli isolanti. E’ lui a fare il giorno e la notte. Come Dio. Cerco di convincermi che il peggio sia passato, ma in realtĂ  tra poco andremo a letto insieme. I bambini hanno giĂ  messo il pigiama. Il maschietto ne indossa uno troppo stretto, mentre la bambina ha le maniche che le scendono oltre i polsi. I piccoli se ne stanno inginocchiati per terra, vicino al divano, tendendo i palmi delle mani verso il tepore emanato dalla stufa a legna. E’ rimasto solo un cumulo scuro di carbone, con poche venature di brace rossa e ardente. L’orrore di questa situazione stride con le voci chiare e gioiose dei bambini. Non capisco cosa stiano dicendo esattamente. Li sento come attraverso uno strato di ovatta, mentre rifletto su come uccidere il loro padre.

Elaysa

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