AGGIORNAMENTI DI LETTURA – ultime letture

Buon pomeriggio Viaggiatori!

Pensavate mi fossi dimenticata degli aggiornamenti di lettura? No no, non mi sono dimenticata, ho volutamente ritardato l’uscita di questo articolo per avere più cose da dirvi.
Dunque, se mi seguite su Instagram avrete sicuramente visto i vari libri che mi hanno fatto compagnia in quest’ultimo mese, un periodo intenso, pieno di alti e bassi che, di riflesso, hanno caratterizzato anche le mie letture e i miei ascolti su Storytel.

Non so bene da dove iniziare, ci sto pensando da diversi minuti e non mi sono ancora decisa.
Purtroppo in questo articolo ci sono varie delusioni, tra libri abbandonati senza pensarci troppo e libri portati a termine senza particolare soddisfazione.
Ok, ho deciso: via il dente, via il dolore.

Iniziamo con le delusioni e, in particolare, con il libro che ho recentemente abbandonato ovvero Almarina di Valeria Parrella, romanzo arrivato finalista al Premio Strega 2020.
La vicenda si svolge a Nisida, il carcere minorile sull’acqua, al largo del Mediterraneo. La protagonista è Elisabetta Maiorano, insegnante di matematica all’interno del carcere. Il punto di svolta è l’incontro tra l’insegnante e Almarina, la nuova studentessa della scuola e, quindi, detenuta nel carcere.
La quarta di copertina fa intendere che il romanzo si prefigge di indagare il rapporto tra le due donne, considerandolo come l’inizio di qualcosa di diverso per entrambe.
Le premesse erano ottime ma, ahimè, lo stile di scrittura non mi ha entusiasmata.
Infatti, essendo scritto in prima persona, il libro sembra essere concepito come un diario, una confessione in prima persona, in cui la protagonista si racconta e lascia spazio alle sue sensazioni, pensieri ed emozioni durante il corso dei suoi giorni nel carcere. Di fatto però, si percepisce un’eccessiva formalità della scrittura, una riflessione a posteriori sul modo di formulare i pensieri e le sensazioni che, invece, dovrebbero dare l’impressione di essere state scritte di getto, senza ulteriori rimaneggiamenti. Il tutto risulta, quindi, molto finto e costruito.
Sono arrivata a pagina 50 e poi ho alzato bandiera bianca.

La stessa sorte era toccata, qualche settimana prima, a L’anno del pensiero magico di Joan Didion. Anche in questo caso lo scoglio insuperabile è rappresentato dallo stile. Con la Didion però mi prendo io le colpe: probabilmente non sono entrata in sintonia con la sua scrittura, al punto da non riuscire a capirla.

Ugualmente, ho abbandonato, almeno per ora, l’audiolibro di Cecità. Ogni tanto ho bisogno di una pausa dal mondo raccontato da Saramago ma, prometto, prima o poi lo finirò.

Parlando di audiolibri, se da un lato ho messo in pausa la distopia, dall’altro sto lasciando spazio al true crime.
Infatti, qualche giorno fa ho iniziato ad ascoltare Polvere. Il caso Marta Russo di Chiara Lalli e Cecilia Sala, un podcast disponibile sia su Storytel che su Spotify, incentrato sull’uccisione di Marta Russo, avvenuta nel maggio del 1997 davanti all’Università La Sapienza di Roma mentre passeggiava con un’amica.
Non è una storia facile da affrontare, soprattutto prima di andare a dormire. Tuttavia, faccio fatica a staccarmi da questa storia, merito del podcast fatto davvero bene. Le autrici hanno raccolto tantissimi documenti, interviste, intercettazioni e indagini e ne hanno ricavato un prodotto davvero ottimo che permette a chi ascolta di conoscere tutti i dettagli della vicenda.

Ne approfitto per segnalarvi anche la presenza, sempre su Spotify, del podcast di Nicola Lagioia La città dei vivi, tratto dall’omonimo romanzo uscito nel 2020 per Einaudi. Anche in questo caso si tratta di una storia di true crime che racconta l’omicidio di Luca Varani.

Infine, oggi mentre scrivevo questo articolo ho terminato di ascoltare (su Storytel) Brutta. Storia di un corpo come tanti di Giulia Blasi, una raccolta di saggi brevi, disponibile anche in cartaceo, che affrontano la tematica del corpo femminile e di come la società si senta legittimata a giudicarlo secondo canoni di bellezza ormai standardizzati.

Ma, tornando a noi, oltre al libro abbandonato, ci sono stati altri tre libri che mi hanno fatto compagnia: uno nella media, uno così così e il terzo è stato una sorprendente conferma.
Il primo di questi è il saggio intitolato Smetti di leggere notizie. Come sfuggire all’eccesso di informazioni e liberare la mente di Rolf Dobelli. Si tratta di un saggio molto particolare attraverso il quale l’autore cerca di instillare nel lettore il dubbio sulla veridicità delle news e metterlo in guardia rispetto alla pericolosità che questo bombardamento continuo (tra social media, pubblicità e televisione) rappresenta per il nostro cervello e per il nostro equilibrio mentale.
Il saggio è diviso in capitoli, solitamente molto brevi, presentati come se facessero parte di un processo di dieta e di disintossicazione dalle notizie. Dobelli ci mette difronte alla realtà: il meccanismo delle news è manipolativo; più le leggiamo, più ne siamo assuefatti e pensiamo che siano fondamentali per vivere meglio la nostra quotidianità. Niente di più sbagliato. Ricordiamoci che tutto ci influenza e ci trasforma, nel bene e nel male.

Penultimo titolo di cui vi parlo oggi, il libro che non mi ha pienamente convinta: Il colibrì di Sandro Veronesi, vincitore del Premio Strega 2020. Terminato con fatica, divorato soltanto per poter dire “finalmente è finito”.
Sono stata attraversata, più di una volta, dal pensiero di abbandonarlo ma, avendo letto molti pareri contrastanti, ci tenevo a farmi un’idea che fosse solo mia.
A lettura conclusa non posso fare altro che confermare le opinioni di chi lo ha trovato un romanzo mediocre e confusionario. Alcuni passaggi mi sono piaciuti più di altri ma, nel complesso, non è stata una lettura da strapparsi i capelli.
Anche in questo caso, il problema è nello stile. Ho passato la maggior parte del tempo con due domande che mi giravano in testa: “e quindi?” “dove vuoi andare a parare?”. In generale ho trovato troppa discordanza tra la volontà iniziale dell’autore (raccontarsi) e la resa effettiva. Ottima invece è la caratterizzazione del personaggio principale, molto reale.

Infine, l’apice della felicità di lettrice è stato raggiunto sicuramente con la rilettura del romanzo thriller La biblioteca dei morti di Glenn Cooper, libro affrontato insieme al GDL di Chiara e Laura. Vi avevo parlato di questo libro già qualche anno fa quindi non mi ripeterò ulteriormente. Trovate qui l’articolo.
Semplicemente, non posso far altro che rinnovare il mio amore per Cooper e per questa trilogia. Conto di leggere presto gli altri due volumi per completare la serie finalmente dopo 12 anni.

E ora invece, cosa sto leggendo?
Dopo tutte queste letture mediocri, finalmente adesso sono alle prese con due libri che mi hanno conquistata fin dalla prima riga, rispettivamente un romanzo e un saggio.
Il primo è Perdersi di Elizabeth Jane Howard, l’autrice della saga dei Cazalet. Potete trovare qui l’incipit del libro. Non riesco a staccarmi da queste pagine e uscire dalla vita dei protagonisti, Henry e Daisy.
Il secondo è Invisibili di Caroline Criado Perez, un saggio sulla condizione femminile nel mondo contemporaneo. In particolare l’autrice indaga le motivazioni del così detto gender data gap ovvero la propensione delle statistiche internazionali di considerare le donne come una minoranza o, peggio, di non considerarle affatto. Si tratta di una tendenza dannosa per la categoria in questione che, di fatto, vede continuamente sottovalutati i problemi sociali che la coinvolgono. In una parola: illuminante.

Bene Viaggiatori, direi che ho blaterato abbastanza. Non spingo oltre.
Per restare sempre aggiornati sui miei progressi vi consiglio di seguirmi su Goodreads, qui.

A presto,

Elisa

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4 Comments

  1. Ciao! Una precisazione: Brutta di Giulia Blasi più che una raccolta di saggi è un’autobiografia che affronta anche il tema dell’aspetto esteriore e quanto esso influenzi soprattutto le donne! Ma un’autobiografia molto spigliata e divertente; almeno, io non l’ho letto come un vero e proprio saggio, più un pastiche tra i due generi 🙂 Cosa ne pensi del saggi Smetti di leggere notizie? Ti ha convinto? Io l’ho letto e l’ho trovato abbastanza banale, senza veri spunti nuovi. Tu che impressione ne hai tratto?
    P.s. Ho amato ascoltare Polvere -Il caso Marta Russo (le autrici del podcast hanno anche pubblicato un saggio tratto dal podcast)!!!

    Piace a 2 people

    1. Ciao! Scusa se ti rispondo soltanto adesso ma non ho avuto tempo. Sì, il testo di Giulia Blasi è anche autobiografico ma ovunque io abbia guardato (anche su Storytel) è catalogato come saggio e in parte lo è, seppur spigliato e con una buona dose di ironia che di certo non lo fa percepire come un vero e proprio saggio.
      Per quanto riguarda il saggio di Dobelli, l’ho trovato interessante, in realtà senza infamia e senza lode. Godibile e con qualche spunto di riflessione ma nella media 🙂

      Piace a 1 persona

  2. Anche a me Il Colibrì ha un po’ deluso, ho trovato alcune pagine veramente belle e altre terribilimente noiose e anche un po’ mal scritte. Alla fine la lettura è stata leggera e concordo con te nel dire che il personaggio principale è ben costruito.

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