SEGNALAZIONE DEL MESE – La figlia unica 🔷 Abraham B. Yehoshua

Buongiorno Viaggiatori!

Oggi vi segnalo un libro che mi incuriosisce molto uscito un mese fa ma scoperto soltanto oggi.
Un racconto che, per quanto insolito nel suo genere, descrive una realtà ancora molto presente nella società odierna.

Titolo: La figlia unica
Autore: Abraham B. Yehoshua
Casa editrice: Einaudi
Prezzo di copertina: € 18,00

In libreria dal 9 novembre 2021


Sinossi: Quando a Rachele Luzzatto viene proposto di interpretare Maria nella recita di Natale, il padre si oppone: la sua unica figlia, che oltretutto si sta preparando per il Bat Mitzvah, non può certo vestire i panni della «madre di Dio». È l’inizio del «romanzo italiano» di Abraham B. Yehoshua, che ha scelto di ambientare nel nostro paese una delle sue storie più imprevedibili e profonde. Nella Figlia unica il brio della gioventù incontra la saggezza della maturità: le domande spiazzanti di una ragazzina divisa tra due mondi diventano gli universali interrogativi dell’essere umano di fronte al mistero.
Siamo in una città del Nord Italia, durante le feste di fine anno a cavallo del millennio. Rachele Luzzatto è la figlia unica di una facoltosa famiglia ebraica. Curiosa e irrequieta, spiazzante osservatrice capace con i suoi commenti di ribaltare i luoghi comuni degli adulti, Rachele è però piuttosto confusa riguardo alla propria identità. Da un lato, per prepararsi alla cerimonia del suo Bat Mitzvah, deve impegnarsi nello studio della lingua ebraica, delle preghiere e dei precetti. Dall’altro, i suoi insegnanti la reputano adatta a interpretare il ruolo della Vergine Maria nella recita di Natale. A Rachele piacerebbe partecipare con i suoi compagni di scuola alla rappresentazione, peccato che il padre la pensi diversamente. Convinto della sua fede e dei suoi principî, il padre di Rachele non può accettare che la ragazzina impersoni proprio «la madre di Dio». Ma le ferme idee del padre non sono le uniche ad affollare (e disorientare) i pensieri di Rachele negli anni cruciali per la sua formazione. Ci sono i racconti, avventurosi e terribili insieme, del nonno paterno, spacciatosi per prete in un paesino di mare, per sopravvivere alle persecuzioni durante la seconda guerra mondiale; le convinzioni della nonna materna, atea dichiarata, o la fervente fede di suo marito, cattolico devoto. Quando poi, in quegli stessi giorni di festa e confusione, viene diagnosticata al padre una grave malattia, le inquietudini e le domande di Rachele diventano gli universali interrogativi di ogni essere umano di fronte al mistero. Con “La figlia unica” Yehoshua ci conduce con brio e freschezza a una protagonista e a un luogo insoliti per la sua produzione letteraria. È la prima volta che il grande scrittore israeliano ambienta una storia in Italia, un paese con cui ha una relazione speciale, e di cui si sente quasi «cittadino onorario». E come sempre, le sue parole sono le chiavi giuste per spalancare le gabbie dell’identità e dell’appartenenza.

Elisa

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