Ehi tu, leggi l’incipit! 📖

Buon pomeriggio Viaggiatori!

Oggi vi propongo l’incipit del libro che sto letteralmente divorando in questi giorni.
Un romanzo che ha il ritmo incalzante del thriller in cui però, l’intreccio principale si sviluppa nella mente della protagonista e narratrice. Un viaggio negli abissi della psiche di Blythe, una donna mentalmente instabile che fa fatica a riconoscersi nel ruolo di madre.

Titolo: La spinta
Autore: Ashley Audrain


Di notte casa tua splende come se tutto quello che c’è dentro andasse a fuoco.
Le tende che lei ha messo alle finestre sembrano di lino. lino di qualità, ma la trame è così rada che di solito capisco di che umore sei. Riesco a vedere la ragazzina che scuote la coda di cavallo mentre finisce i compiti e il maschietto che scaglia palle da tennis contro il soffitto di tre metri e sessanta, mentre tua moglie gira in leggins per il salotto invertendo il caos della giornata: i giocattoli tornano nel cestone, i cuscini sul divano.
Stasera però avete lasciato le tende aperte. Forse per guardare la neve che cade. Forse perché così tua figlia può cercare le renne. Non ci crede più da un pezzo, ma per te finge volentieri. Per te questo e altro.
Vi siete messi tutti eleganti. I bambini sono in completo scozzese coordinato, seduti sul divano di pelle con tua moglie che li fotografa con il cellulare. La ragazzina tiene il maschietto per mano. Tu armeggi con il giradischi in fondo alla stanza e tua moglie prova a dirti qualcosa, ma le fai segno con un dito: un attimo e ci sei. La ragazzina salta in piedi, tua moglie invece afferra il piccolo, e si mettono a fare piroette. TU prendi un bicchiere, whisky, bevi un sorso, poi un altro, e ti allontani a passo felpato dal piatto quasi fosse un bebè addormentato: fai sempre così quando inizia a ballare. Ora prendi tu il piccolo, che si butta all’indietro. Lo rovesci a testa in giù. Tua figlia si allunga per farsi dare un bacio dal papà, e tua moglie ti regge il bicchiere. Si avvicina ondeggiando all’albero e sistema un filo di lucine che non è messo come dovrebbe. Allora vi fermate tutti, fate capannello e gridate qualcosa all’unisono, una parola, in perfetta sincronia, e poi riprendete a muovervi: questa canzone la conoscete bene. Tua moglie sguscia via dalla stanza e il figlio la segue automaticamente con gli occhi. Ricordo quella sensazione. Di essere la persona necessaria.

Già dalla prima riga ci rendiamo conto che chi parla sta osservando qualcun altro ed è solo proseguendo nella lettura di queste prime righe, che capiamo veramente chi sta osservando chi.
Il lettore quindi si ritrova dentro la storia ma a partire da un occhio esterno. Una donna che, da una finestra, osserva un uomo e la sua famiglia.
La donna è Blythe, la protagonista. Il resto lascio a voi scoprirlo.

Spero di avervi incuriosito almeno un pochino.

Elisa

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