LETTURE 2022 – tra folgoranti scoperte e delusioni

Buon pomeriggio Viaggiatori!

Oggi mettiamo definitivamente un punto al 2022 con l’articolo dedicato alle letture migliori e peggiori dell’anno.

Ho deciso di raggruppare tutto in un unico articolo perché, come dicevo nel bilancio che ho pubblicato l’altro giorno, non ho letto libri particolarmente brutti che si meritano in maniera indiscutibile la discesa negli inferi.
L’altra faccia della medaglia invece, sono state alcune letture davvero folgoranti.
In generale però, il tenore delle mie letture è stato decisamente basso nel 2022 ma il tutto si controbilancia con la quantità esigua di libri letti: sono stati 22, a fronte di un obiettivo impostato sui 45, contro i 40 dell’anno scorso (2021).

Ma ora, bando alle chiacchiere e andiamo al dunque.

Partiamo ovviamente dai libri migliori di questo 2022, tra saggistica e narrativa.
Ci tengo a precisare che l’ordine con il quale andrò ad elencare i libri è del tutto casuale visto che, come ho già specificato altrove, per quanto mi riguarda tanti sono gli aspetti che rendono valida una lettura e, di conseguenza, degna di entrare in questa classifica.

Tra i libri migliori del 2022 c’è sicuramente il saggio Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza di Maura Gancitano, edito Einaudi.
E’ stata una lettura davvero folgorante, piena di nozioni fondamentali che riguardano la nostra società, passata e presente.
Il saggio analizza in maniera sociologica la storia del mito della bellezza che, in realtà, funge da espediente per un’analisi approfondita della nostra società.
Trovate la recensione qui.

Di fatto, si tratta dell’unico saggio inserito nella lista: nonostante io abbia letto altri saggi, questo è semplicemente inarrivabile.

Proseguiamo con la sezione di narrativa, più consistente rispetto alla saggistica. Qui troviamo 3 libri che si sono meritati i primi posti della classifica.
Il primo libro è Cosmetica del nemico di Amélie Nothomb, edito Voland. E’ stato il mio primo approccio all’autrice che è entrata, immediatamente, tra le mie autrici preferite.
La sua scrittura così tagliente mi ha subito conquistata. Trovate la recensione approfondita del libro qui.

Il secondo libro dal quale sono rimasta piacevolmente colpita è stato Un viaggio chiamato vita di Banana Yoshimoto, autrice giapponese che già avevo affrontato nel 2021 con Kitchen.
Il romanzo è un dolce viaggio tra i ricordi dell’autrice ricreato in maniera non lineare sull’onda degli aneddoti raccontati dalla voce di Banana. Insomma, un balsamo per l’anima.
Recensione qui.

La stessa tematica fondante è alla base dell’ultimo libro che citerò nella classifica delle letture migliori, ovvero Vite che non sono la mia di Emmanuel Carrère. Del tutto casualmente, ho letto questi libri uno di seguito all’altro e ho riscontrato molti punti di contatto tra loro.
Anche in questo caso è la voce dell’autore stesso che ripercorre alcuni eventi, personali e non, che in un modo o nell’altro hanno influenzato le sue scelte e la sua vita. Si procede per associazioni mentali, in un flusso di coscienza in cui i ricordi si susseguono in ordine non lineare. E il lettore, dal canto suo, non potrà fare altro che sentirsi avvolto da questo vortice infinito.

Il fatto che io abbia inserito così pochi libri in questa lista, non significa che gli altri siano stati da meno. Anzi, ho avuto molta difficoltà a scegliere i titoli da inserire perché quest’anno le valutazioni sono state piuttosto omogenee. Questi libri sono stati i prescelti per vari motivi, comprese le sensazioni che mi hanno lasciato a fine lettura.

Passiamo ora alle note dolenti ovvero ai libri che non mi sono piaciuti o, più correttamente, quelli che per qualche motivo non mi hanno convinto.
Il primo posto in questa classifica dei flop se lo aggiudica a mani basse La rete non ci salverà di Lilia Giugni. Purtroppo infatti, nonostante le ottime premesse, questo libro non mi ha per niente conquistata.
Si tratta di un saggio a sfondo femminista in cui l’autrice e ricercatrice italiana, analizza la nostra contemporaneità e le criticità che derivano dalla rivoluzione digitale che stiamo vivendo negli ultimi decenni. Il tutto arricchito da esempi e testimonianze di donne che, nella vita online, hanno trovato un altro ostacolo con cui fare i conti, rigorosamente da sole, senza l’appoggio delle istituzioni.
Come dicevo, le tematiche di questo saggio sono molto interessanti e si tratta di un discorso innovativo per ciò che riguarda il femminismo. Tuttavia però, il testo è palesemente stato tradotto dall’inglese all’italiano (l’autrice vive nel Regno Unito) e presenta molteplici problemi dal punto di vista della lingua italiana: troppi calchi dall’inglese, frasi costruite sulla base della grammatica inglese e un uso spropositato e spesso confusionario delle virgolette anche in casi in cui non sarebbero necessarie. Da traduttrice, certe tendenze, soprattutto in un saggio così solido, mi fanno rabbrividire.
Ecco, tutto ciò fa di un saggio valido dal punto di vista delle argomentazioni, un saggio dozzinale la cui scrittura non è all’altezza del resto. Detto ciò, è una lettura che vi consiglio perché propone degli spunti davvero interessanti scaturiti da un’analisi accurata del rapporto tra femminismo, capitalismo e tecnologia.
A breve pubblicherò la recensione dedicata.

Per quanto riguarda invece altri titoli, mi sarei aspettata di più da un titolo come L’istituto di Stephen King. In alcuni punti l’ho trovato estremamente prolisso al punto che ho perso interesse per la vicenda narrata; salvo poi accelerare di nuovo il ritmo con scene di azione che non lasciano scampo al lettore.
Alla fine è stata una bella avventura in perfetto stile King.

Bene Viaggiatori, con questo articolo dichiaro concluso il 2022.
Se vi va fatemi sapere come sono state le vostre letture in modo da scambiarci opinioni e spunti per nuovi titoli da scovare.

Io vi do l’appuntamento a domani per un articolo dedicato alla prima TBR dell’anno 🎉

A domani

-Elisa-

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